Trump minaccia nuovi attacchi all’Iran per fermare il programma nucleare
Il presidente statunitense Donald Trump ha nuovamente minacciato l’Iran, questa volta non a sostegno delle recenti proteste contro il regime, ma chiedendo il smantellamento del programma nucleare del paese. La richiesta risulta vaga e contraddice le affermazioni di Trump fatte a giugno, quando gli Stati Uniti bombardarono tre siti del programma nucleare iraniano, dichiarando di averlo «annientato», riporta Attuale.
Trump non ha specificato i dettagli delle sue richieste, ma ha intimato al regime iraniano di giungere a un accordo presto, avvertendo che «il tempo sta scadendo» e minacciando bombardamenti più pesanti rispetto a quelli di giugno in caso contrario.
I media statunitensi, basandosi su fonti dell’intelligence americana e di paesi europei coinvolti nel tentativo di mediazione, hanno delineato le principali condizioni dell’amministrazione Trump: rinuncia da parte dell’Iran al programma di arricchimento dell’uranio e consegna delle scorte; riduzione dell’arsenale di missili balistici; e cessazione del supporto a gruppi armati come Hamas e Hezbollah.
I danni effettivi ai siti nucleari iraniani a seguito dei bombardamenti estivi non sono stati chiariti. Rapporti preliminari dell’intelligence statunitense indicano che il programma nuclearie è stato rallentato, ma non distrutto, poiché il regime aveva trasferito parte delle scorte di uranio arricchito prima degli attacchi.
Alla fine di giugno, il capo dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’energia nucleare (AIEA), Rafael Grossi, aveva affermato che l’Iran sarebbe stato in grado di tornare ad arricchire l’uranio entro pochi mesi, potenzialmente permettendo la produzione di armi nucleari. Da allora, gli ispettori sono stati costretti a lasciare il paese e il regime ha interrotto la collaborazione con l’AIEA, complicando la situazione.
Secondo le osservazioni dell’intelligence occidentale, attualmente non vi sono segni che il regime stia tentando di recuperare l’uranio arricchito precedentemente spostato. Tuttavia, vi è il sospetto che stia ricostruendo i siti colpiti in modo più profondo.
La diminuzione dell’arsenale missilistico è vista come una condizione inaccettabile per il regime iraniano, che la interpretano come un annullamento della propria deterrenza, fondamentale per colpire Israele. Non è chiaro se siano in corso negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il regime ha negato di aver richiesto colloqui, ma si è detto in contatto con diversi paesi mediatori, sottolineando che «la diplomazia non può essere efficiente attraverso minacce militari».
In caso di attacco, il regime ha minacciato una risposta «come mai prima d’ora». Le tensioni tra le due nazioni continuano ad aumentare, con gli Stati Uniti che spostano forze navali verso l’Iran, nel clima di crescente incertezza geopolitica.