Gli Epstein files: rivelazioni e disinformazione su Bill Gates, Clinton e Trump

10.02.2026 02:15
Gli Epstein files: rivelazioni e disinformazione su Bill Gates, Clinton e Trump

Roma, 10 febbraio 2026 – La pubblicazione dei tre milioni di documenti del Dipartimento di Giustizia americano ha innescato una caccia all’uomo globale. Tuttavia, tra le righe delle e-mail e dei registri di volo del jet di Epstein, i fatti concreti si intrecciano pericolosamente con illazioni, testi di denunce anonime e poco credibili e la disinformazione dei social. Ecco cosa dicono davvero le carte sui protagonisti più discussi, riporta Attuale.

Il virus di Gates

In una controversa mail, Epstein sostiene che il padre di Microsoft, Bill Gates, avesse contratto malattie veneree dopo rapporti con ragazze russe e che cercasse farmaci per curarsi di nascosto dalla moglie Melinda. Queste affermazioni provengono esclusivamente da scritti di Epstein in un momento in cui i rapporti con Gates si erano guastati. Non ci sono prove mediche o testimonianze che confermino tali rapporti. Gates ha ammesso gli incontri con Epstein per scopi filantropici, definendoli un «errore colossale».

Le email di Musk

Nei documenti desecretati compare anche Elon Musk. Il proprietario di X è spesso accusato dai suoi detrattori di aver frequentato l’isola di Epstein e sono emersi scambi di e-mail del 2012 e 2013 in cui Epstein invitava Musk a Little St. James. In una risposta, Musk chiede “quale sarà la serata con la festa più selvaggia”. Sebbene le e-mail mostrino una comunicazione più cordiale di quanto Musk abbia mai ammesso, non esistono prove (registri di volo o foto) che dimostrino che egli sia effettivamente atterrato sull’isola. Musk sostiene di aver visitato solo l’appartamento di Epstein a New York per 30 minuti.

Clinton sull’isola

Delicata appare anche la situazione di Bill Clinton. L’ex presidente degli Stati Uniti ha viaggiato sul jet di Epstein (“Lolita Express”) numerose volte. Alcune testimonianze lo collocano sull’isola, ma non sono emerse prove schiaccianti di abusi diretti nei file a carico di Clinton, pur restando una figura centrale nel network sociale del finanziere.

Le foto con Trump

Trump è citato 3200 volte nei documenti, segnalato all’Fbi da chiamate anonime per condotte inappropriate risalenti agli anni ‘90 e 2000. Il Dipartimento di Giustizia ha chiarito che molte di queste segnalazioni (alcune con accuse eclatanti e inverosimili) inviate a ridosso delle elezioni 2020, sono “infondate o prive di riscontri”. Trump è fotografato spesso con Epstein, ma non ci sono prove di visite alla sua isola.

Il principe Andrea nei guai

Piuttosto complessa la posizione dell’ex principe Andrea. Il figlio della defunta Regina Elisabetta compare in varie foto compromettenti delle carte di Epstein. Ultima quella in cui è ritratto a quattro zampe su una donna stesa a terra che non è stata identificata. Sebbene molti potenti abbiano chiuso gli occhi davanti a comportamenti sospetti in cambio di favori, i riscontri del Dipartimento di Giustizia per ora smentiscono le tesi più estreme: non è stata trovata traccia di una «cupola» al servizio di terzi né dei famigerati video per ricattare l’élite, e i flussi finanziari sono stati classificati come strumenti per l’acquisto di «rispettabilità sociale».

Pioggia di fake

Ma in Rete è un fiorire di fake news. Non corrisponde al vero che esisterebbe un singolo documento ufficiale, una sorta di “lista dei clienti” di Epstein con i nomi di chi ha usufruito dei suoi servizi, che le autorità nascondono. Un’altra fake news che circola sui social è che i media o la fazione politica opposta abbiano creato i file per colpire specificamente Trump. Invece i documenti rilasciati provengono da procedimenti giudiziari reali (il caso Giuffre contro Maxwell, per esempio).

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