Pubblicazione degli “Epstein files”: nomi illustri e nuove rivelazioni emergono
Venerdì, il dipartimento di Giustizia statunitense ha reso pubblici milioni di documenti conosciuti come “Epstein files”, contenenti i nomi di numerosi individui ricchi e celebri, insieme a diverse accuse e insinuazioni difficili da verificare, oltre a fotografie ed email compromettenti. Tuttavia, le prove più concrete di trasgressioni rimangono scarse: il dipartimento ha dichiarato di non aver trovato fatti perseguibili all’interno di tali documenti, ma almeno un’indagine è stata avviata nel Regno Unito, riporta Attuale.
La pubblicazione di questi documenti va oltre le sue implicazioni legali, vista l’importanza del caso Epstein nell’opinione pubblica e le sue rilevanti conseguenze politiche in vari paesi.
I documenti riflettono il processo contro Jeffrey Epstein, un finanziere newyorkese condannato nel 2008 per sfruttamento sessuale di minorenni e nuovamente arrestato nel 2019 con accuse analoghe, prima di suicidarsi in carcere un mese dopo. La sua rete di contatti, che includeva figure di alto profilo come l’ex presidente Donald Trump, ha alimentato numerose teorie del complotto, culminando nel novembre scorso in una legge del Congresso che ha imposto la pubblicazione di tutti i documenti relativi al caso.
Un’inchiesta in corso nel Regno Unito ha preso di mira Lord Peter Mandelson, un politico del Partito Laburista, accusato di aver ricevuto ingenti somme di denaro da Epstein in cambio di informazioni finanziarie riservate. Mandelson ha già annunciato le sue dimissioni dal Partito Laburista e dalla Camera dei Lord.
La pubblicazione di venerdì rappresenta l’ultima di una serie di rilasci di documenti, con il governo statunitense che sostiene di aver condiviso tutto ciò che poteva. Tuttavia, rimangono critiche a riguardo della segretezza di milioni di documenti, ritenuti ancora sensibili o relativi a indagini in corso.
Controversie sono emerse anche per la rivelazione dell’identità di molte donne coinvolte nel traffico di Epstein, con le associazioni delle vittime che hanno contestato la pubblicazione dei nomi. Tradizionalmente, il rilascio di simili documenti prevede l’oscuramento dei nomi delle vittime per salvaguardarne la privacy, ma in questa occasione molti nomi sono stati esposti. Il dipartimento di Giustizia ha promesso di risolvere il problema con urgenza.
Le informazioni più rilevanti riguardano i nomi celebri associati a Epstein. Quasi tutti confermano contatti o conversazioni con il finanziere, il quale è stato accusato di ospitare eventi in cui i suoi ospiti potevano avere rapporti sessuali con minorenni.
Tra i nomi spicca Elon Musk, il quale nel 2012 chiese informazioni su un party sull’isola di Epstein. Sebbene non ci siano accusazioni verso Musk riguardo al caso, la sua corrispondenza ha suscitato scalpore. Bill Gates appare con nuove email mai inviate in cui Epstein lo accusava di avere malattie trasmissibili contrattemi durante incontri con “ragazze russe”, accuse che Gates ha smentito. I Gates hanno divorziato nel 2021.
Inoltre, il principe Andrew Mountbatten Windsor, fratello di re Carlo, ha visto confermate le sue connessioni con Epstein, il quale ha perso i titoli reali in seguito a questo scandalo. Le nuove prove includono foto che lo ritraggono con una donna in situazioni compromettenti.
Donald Trump è citato migliaia di volte nei nuovi documenti, pur senza aggiungere informazioni significative. È noto che Trump ed Epstein abbiano avuto una lunga amicizia, ma Trump ha dichiarato di aver interrotto i rapporti nei primi anni Duemila. I documenti non rivelano comunicazioni dirette di Trump, ma numerosi riferimenti in email con altri.
Altri nomi noti includono Richard Branson, Noam Chomsky, Steve Bannon e Sergey Brin, tutti menzionati nella documentazione. Recentemente, si è dimesso anche Miroslav Lajčák, ex ministro degli Esteri slovacco, dopo che sono emerse email tra lui ed Epstein relative a contenuti sessuali; al momento, non ci sono indagini aperte nei suoi confronti.
Un ulteriore sviluppo riguarda gli ex presidenti Bill e Hillary Clinton, che hanno accettato di testimoniare davanti alla commissione di Vigilanza della Camera dopo aver inizialmente rifiutato. Le udienze si terranno a fine febbraio, ma non ci sono accuse formali nei loro confronti.