Arianna Meloni sul referendum: «Spiegheremo la riforma agli italiani, non è un voto su Giorgia Meloni»

13.02.2026 06:25
Arianna Meloni sul referendum: «Spiegheremo la riforma agli italiani, non è un voto su Giorgia Meloni»

La posizione di Fratelli d’Italia sul referendum sulla giustizia

La segretaria politica di Fratelli d’Italia, Arianna Meloni, ribadisce che il referendum sulla giustizia non rappresenta un voto su Giorgia Meloni, escludendo anche la possibilità di elezioni anticipate. In un’intervista al Corriere della Sera, Meloni sottolinea che la riforma della giustizia è attesa dagli italiani da oltre 30 anni, con il governo che ha adempiuto a uno dei punti cruciali del programma. Ora, secondo Meloni, spetta ai cittadini decidere se vogliono modificare un sistema giudiziario che ha mostrato fragilità negli ultimi anni, riporta Attuale.

Arianna Meloni afferma che il referendum «non è un voto su Giorgia Meloni», come alcuni vorrebbero far credere, e che il giudizio sull’operato del governo arriverà soltanto nel 2027. «Fino ad allora continueremo a lavorare per gli italiani, forti del mandato politico ricevuto», dichiara. Meloni si fa portavoce dell’idea che «i governi passano, ma le riforme restano», difendendo la riforma della giustizia come un’iniziativa significativa.

La riforma della giustizia

Nonostante la paura di una possibile opposizione nei sondaggi, Arianna Meloni si dice fiduciosa: «Vedremo il giorno del voto cosa succederà. Abbiamo mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale», afferma, invitando i cittadini a scegliere tra un sistema giudiziario che ha perso autorevolezza o una riforma che potrebbe portare un cambiamento. «Non credete a chi evoca catastrofi in caso di approvazione della riforma» aggiunge, difendendo la proposta contro accuse di indebolimento dell’indipendenza della magistratura.

Secondo Meloni, la riforma è «di buonsenso» e preserva l’autonomia dei magistrati, fondandosi su pilastri come la separazione delle carriere per garantire giudici imparziali, e il sorteggio dei componenti del Csm per liberare la magistratura dall’influenza politica. «Il terzo elemento è l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare», che giudica i magistrati in caso di errori professionali, un passo verso la responsabilità in ogni professione, senza eccezioni.

L’indipendenza magistratuale

Meloni è convinta che «l’indipendenza dei magistrati è garantita» dalla riforma, che impedirà alla politica di eleggere membri laici. «In questa campagna referendaria racconteremo semplicemente la verità» promette, esortando i cittadini a esprimere il loro voto in base al desiderio di cambiamento. «Se vi piace l’attuale stato della giustizia, votate No; se desiderate cambiare, votate Sì».

Infine, sulle attività della premier Meloni in campagna elettorale, evidenzia: «Giorgia è impegnata in vari fronti, inclusa la competitività. Lavora per raggiungere risultati tangibili, come la crescita del Pil e l’aumento dell’occupazione». Meloni conclude che la riforma è destinata a beneficio degli italiani e non per interessi politici o contro i magistrati.

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