Lesley Groff, segretaria di Epstein per 20 anni, mai incriminata nonostante le accuse delle vittime

13.02.2026 14:05
Lesley Groff, segretaria di Epstein per 20 anni, mai incriminata nonostante le accuse delle vittime

Lesley Groff, l’assistente di Epstein, mai incriminata nonostante le accuse di complicita

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Le vittime di Jeffrey Epstein hanno costantemente richiesto indagini sulle sue complici per il loro ruolo nella protezione del finanziere accusato di crimine sessuale, distruzione di prove e facilitazione del traffico sessuale. Nonostante ciò, oltre a Ghislaine Maxwell, altre assistenti come Lesley Groff, che ha lavorato per Epstein per 20 anni organizzando appuntamenti e viaggi, Sarah Kellen, accusata di tenere la lista delle ragazze, e Nadia Marcinkova, che intratteneva donne minorenni di fronte a Epstein, non sono mai state incriminate, riporta Attuale.

Nel 2008, Epstein raggiunse un accordo in Florida che lo portò a scontare solo 13 mesi di carcere, proteggendo le sue assistenti da eventuali incriminazioni. In un’intervista, Epstein affermò: «Le mie assistenti sono un’estensione del mio cervello, il loro intuito è qualcosa che io non ho».

Tre giorni dopo l’arresto federale di Epstein nel luglio 2019, Groff fu identificata come una delle dieci possibili complici in un documento redatto dal Dipartimento di Giustizia. Gli avvocati di Groff, che vive nel Connecticut, sostengono che «non ha mai assistito a nulla di improprio o illegale». Il suo legale ha confermato a una testata locale che la donna non sapeva di essere stata interrogata: «Lesley ha parlato volontariamente con i procuratori e risposto ad ogni loro domanda, dopodiché le fu detto che non sarebbe stata perseguita».

Nei documenti, Groff risulta essere una figura costante, presente più di 130.000 volte. Gestiva appuntamenti e viaggi per Epstein, facilitando incontri con uomini potenti in diverse città come Parigi, Los Angeles, New York e Londra. In un’email del 2019, l’FBI menzionò che Groff era responsabile per organizzare i massaggi e spesso pagava le vittime, contattandole anche per raccogliere nuove ragazze per Epstein.

Nel 2021, dopo un’analisi approfondita, i procuratori decisero di non incriminarla. Sebbene alcune vittime la avessero citata in giudizio per aver facilitato i crimini di Epstein, queste accuse furono successivamente ritirate.

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