Il governo italiano prepara il decreto sul lavoro in vista del Primo Maggio
Roma, 23 aprile 2026 – In prossimità del Primo Maggio, il governo italiano si prepara a introdurre un decreto sul lavoro denominato non a caso Primo Maggio, una scelta che in passato ha suscitato malcontento tra i sindacati e le associazioni imprenditoriali, spesso vista come un’invasione di campo. Tuttavia, il clima attuale sembra diverso e le valutazioni sono più favorevoli, anche da parte di figure come il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che in passato ha criticato questa prassi, ma ora esprime opinioni più concilianti, riporta Attuale.
Quali novità porterebbe il decreto?
Bombardieri ha sottolineato che, a differenza degli scorsi anni, in cui il governo ha proceduto senza considerare le richieste sindacali, questa volta sembra disposto ad ascoltare e accogliere alcune delle rivendicazioni avanzate. “Il nostro giudizio sarà, come sempre, subordinato alla valutazione del provvedimento definitivo, ma dai primi segnali sembra che ci si stia muovendo nella direzione giusta”, ha dichiarato.
Tra i temi al centro della discussione, il governo intende evitare di intervenire normativamente sulle questioni relative alla rappresentatività e alla contrattazione, settori chiave per il mondo del lavoro dove si sta già svolgendo un confronto tra le principali organizzazioni sindacali e datoriali. Bombardieri ha evidenziato l’importanza di instaurare regole chiare sulla rappresentatività e strumenti concreti per la tutela dei salari.
Si sta lavorando per risolvere le criticità attuali?
“Sì, vogliamo contrastare il dumping contrattuale che mina i diritti dei lavoratori e induce precarietà e povertà. Questo genera anche una competizione sleale che danneggia le imprese sane”, ha affermato Bombardieri, sottolineando l’importanza di promuovere una contrattazione collettiva di qualità e di combattere i contratti pirata.
La richiesta del sindacato è chiara: il governo deve recepire i risultati dell’accordo tra le parti e assumere la responsabilità di contrastare i contratti irregolari su ogni livello, nazionale e locale, e in particolare escludere tali contratti dagli appalti pubblici.
Quali tutele per i rider?
Il decreto dovrebbe anche includere misure per tutelare i rider, a seguito degli scandali degli ultimi mesi. “È una scelta che segue il nostro impegno sindacale. Necessitiamo di strumenti per difendere i rider, adottando principi già riconosciuti nella direttiva europea per mettere al bando contratti illegittimi”, ha detto Bombardieri. Ha inoltre evidenziato che dai controlli effettuati è emerso che molti rider ricevono stipendi ben al di sotto di quelli stabiliti dai contratti collettivi, una situazione inaccettabile che con un accordo sulla rappresentanza potrebbe essere finalmente risolta.