I problemi di Giuseppe Conte e il futuro del simbolo M5S in vista della kermesse Nova

06.07.2026 09:35
I problemi di Giuseppe Conte e il futuro del simbolo M5S in vista della kermesse Nova

Il futuro incerto del Movimento 5 Stelle: frizioni interne e rischio di scissione

Roma, 6 luglio 2026 – Una lista concorrente e il rischio di giocarsi il simbolo sono sufficienti a preoccupare il partito guidato da Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle ha annunciato per fine settembre l’appuntamento finale della kermesse Nova, finalizzata a catalizzare un processo partecipativo sul prossimo programma di governo, che anche gli alleati promettono di redigere in autunno. Tuttavia, il clima non è affatto rassicurante per il futuro elettorale dei pentastellati, sotto la pressione del contenzioso giudiziario sul simbolo con Beppe Grillo e dell’eventualità che Alessandro Di Battista avvii una lista concorrente legata al Campo largo, riporta Attuale.

Di Battista, infatti, non perdona a Conte l’alleanza con il Partito Democratico, che ha visto la formazione di un governo guidato da Mario Draghi. Dopo aver lasciato il movimento, l’ex esponente ha intrapreso la carriera di opinionista retribuito, fondando l’associazione Schierarsi, che conta 14mila iscritti, 4mila dei quali sostenitori più generosi. In un periodo di calo della partecipazione, questi numeri sono considerati “una buona base di partenza” per presentare una lista alle prossime elezioni politiche, un processo che richiede però una raccolta firme significativa. Attualmente, l’associazione ha raccolto meno di 300 mila firme delle 500 mila necessarie, a solo un mese dalla scadenza.

In questa situazione, la capacità organizzativa sarà messa alla prova. “Per presentarsi alle politiche serviranno 60mila firme, ce la possiamo fare”, afferma Danilo Puliani, numero due di Schierarsi, che ha anche collaborato con Di Battista nella revisione dei conti dei gruppi pentastellati. Sebbene Puliani si mostri cauto, l’intenzione di presentare una lista in competizione con i 5 Stelle di Conte e col centrosinistra è evidente. Gli istituti di sondaggi starebbero anche cercando di contattare l’entourage di Di Battista per misurare il potenziale supporto della nuova lista.

“È inutile nascondersi – spiega Puliani –. Come ha detto Alessandro, è una prospettiva realistica. In molti ci chiedono di farci avanti.” La decisione finale sarà presa tra settembre e ottobre, a seconda del successo di due test cruciali: la raccolta firme contro il finanziamento pubblico ai giornali e una manifestazione in piazza a Roma, prevista per la fine di settembre, mirante a mobilitare decine di migliaia di persone in sintonia con le istanze del movimento pro-Pal e critiche nei confronti del centrosinistra riformista. Questo scenario dimostra un’insoddisfazione diffusa che, sebbene espressa con toni diversi, è comunque rivolta verso l’attuale governo.

La disputa sul simbolo rimane un tema centrale per il partito di Conte. “Ci sono due elementi che sostengono le ragioni di Grillo – afferma il legale Lorenzo Borrè – Il primo è la sentenza del tribunale di Genova del 2021, che stabilisce la titolarità del simbolo a Beppe Grillo e all’associazione M5s, fondata nel 2012; il secondo è che l’associazione attuale riconosce a Grillo la proprietà del simbolo nel precedente Statuto.” La perdita del simbolo potrebbe risultare devastante per il partito di Conte, complicata da un possibile riavvicinamento di Grillo a Di Battista, che potrebbe portare a un’alleanza in grado di minacciare seriamente la leadership di Conte e il futuro del Movimento.

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