Fassino: “La guerriglia No Tav è pura violenza, il cantiere della Tav non si fermerà”

27.07.2026 03:55
Fassino: “La guerriglia No Tav è pura violenza, il cantiere della Tav non si fermerà”

Proteste No Tav in Val di Susa: il punto di vista di Piero Fassino

Torino, 27 luglio 2026 – Durante il dibattito riguardante le proteste No Tav in Val di Susa, l’Onorevole Piero Fassino ha espresso preoccupazione per i recenti eventi, definendoli inefficaci poiché la costruzione dell’alta velocità è in fase avanzata. La contestazione, ha sottolineato, non ha senso, soprattutto considerando che l’unico problema irrisolto riguarda la stazione di Susa. Un architetto giapponese ha vinto il bando internazionale per il progetto, ma ci sono tentativi di mettere in discussione la spesa, che a suo avviso valorizzerà il territorio, riporta Attuale.

Fassino ha ribadito l’assenza di giustificazioni per la violenza che ha portato a 126 feriti tra le forze dell’ordine, condannando l’azione di gruppi estremisti contrari allo sviluppo e alla modernizzazione. Ha evidenziato che la contestazione attuale non ha nulla a che fare con il movimento originale, che era fondato su princìpi di non violenza.

Originario di Avigliana, Fassino ha ricordato le paure della popolazione legate alla costruzione dell’autostrada, che hanno dato vita a un forte movimento di opposizione che ha portato a importanti modifiche al progetto, con gran parte della linea trasferita in galleria. Ha denunciato come i contestatori attuali non siano rappresentativi della comunità locale, bensì provengano da Francia e Spagna, motivati da una visione dell’infrastruttura come simbolo di oppressione.

Secondo Fassino, la necessità della Tav non è mai stata messa in discussione. Ha sottolineato che lungo la direttrice Ovest passa ben il 55% delle esportazioni italiane e che la costruzione dell’alta velocità in Val Susa rappresenta una soluzione fondamentale per gestire il trasporto su gomma e migliorare le performance logistiche del paese. In contrapposizione, ha evidenziato che l’attuale traffico stradale ha un impatto ambientale superiore rispetto a quello ferroviario.

Infine, Fassino ha difeso l’operato del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, sottolineando che aveva già espresso il suo sostegno alla Tav mentre era assessore e ha cercato di instaurare una convivenza con Askatasuna che non è riuscita a concretizzarsi. Egli ha condiviso la condanna dell’arcivescovo di Torino, cardinale Repole, nei confronti della violenza delle manifestazioni No Tav, definendola terrorismo da respingere sia come cristiano che come cittadino.

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