Il Vietnam intensifica la lotta contro l’abbigliamento contraffatto per rassicurare gli Stati Uniti

06.07.2026 10:25
Il Vietnam intensifica la lotta contro l'abbigliamento contraffatto per rassicurare gli Stati Uniti

Il Vietnam intensifica la lotta contro la contraffazione dei prodotti di lusso

Negli ultimi mesi, il governo vietnamita ha intensificato la repressione del mercato della contraffazione e della vendita dei prodotti di lusso falsi, un settore che vale miliardi di dollari e che prospera da decenni nel paese, favorito dalla vicinanza con la Cina e dalla presenza di numerosi stabilimenti che producono per conto di marchi internazionali di moda. È un’iniziativa a cui il governo sta cercando di dare visibilità, perché serve a rassicurare gli Stati Uniti ed evitare ritorsioni commerciali, riporta Attuale.

Oltre al lancio di una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale contro prodotti e pratiche che violano i diritti di proprietà intellettuale, rispetto all’anno scorso, nel mese di maggio sono aumentate del 20 per cento le ispezioni a sorpresa e i sequestri da parte della polizia nei magazzini di produzione e stoccaggio, nelle bancarelle dei mercati turistici e nei negozi delle più grandi città del paese.

Sempre a maggio, nel centro commerciale Saigon Square di Ho Chi Minh, la città più grande e popolosa, e nel grande mercato centrale di Ben Thanh, le autorità hanno sequestrato merci contraffatte sanzionando i trasgressori per un totale dell’equivalente di circa 17mila euro. A giugno, la polizia della provincia di Thanh Hoa, situata a 150 chilometri a sud della capitale Hanoi, ha scoperto e chiuso un’organizzazione che aveva prodotto e venduto oltre 10mila articoli di gioielleria contraffatti.

Nei mercati e nei negozi delle città più turistiche del paese come Hanoi, Ho Chi Minh e Da Nang, i prodotti contraffatti sono esposti in enormi quantità, da quelli di aziende di lusso come Louis Vuitton, Hermès e Celine fino ai marchi casual e sportivi come Under Armour, North Face e Nike. Questi articoli sono venduti a prezzi notevolmente inferiori rispetto agli originali, a cui in certi casi assomigliano moltissimo; molti, tuttavia, sono imitazioni in formati e materiali di qualità inferiore. I mercati di vendita sono diventati un’attrazione per i turisti.

La presenza massiccia dei falsi è dovuta al fatto che in Vietnam avviene una parte rilevante della produzione di abbigliamento per moltissimi marchi internazionali, perciò i processi produttivi e i macchinari sono ampiamente diffusi e utilizzati dalle imprese che producono versioni contraffatte. Situazione simile si verifica in Cina, il paese con cui il Vietnam ha più rapporti commerciali.

Nelle ultime settimane, le autorità vietnamite hanno gestito migliaia di casi di violazione della proprietà intellettuale, concentrandosi soprattutto su articoli di maggiore valore come borse o valigie di lusso, dando ampia copertura mediatica agli interventi e diffondendo immagini e servizi televisivi delle operazioni.

Il governo del Vietnam intende dare quanto più risalto possibile a questa iniziativa per evitare che gli Stati Uniti impongano nuovi dazi, attualmente al 20 per cento. Ad aprile, l’USTR, l’ufficio della Casa Bianca che coordina la politica commerciale degli Stati Uniti, ha classificato il Vietnam come “paese estero prioritario” a causa del suo «persistente fallimento nel risolvere problemi di lunga data riguardanti la tutela e l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale». Era la prima volta, in tredici anni, che un paese riceveva questa designazione.

A fine maggio, il governo statunitense ha avviato un’indagine ufficiale sulle violazioni della proprietà intellettuale in Vietnam. Il ministro degli Affari esteri vietnamita, Lê Hoài Trung, ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno riconoscendo gli sforzi del Vietnam e ha richiesto una «valutazione obiettiva ed equa» della situazione.

La popolazione vietnamita è divisa sulle misure e sull’etica della contraffazione: da una parte, i produttori e venditori di merci locali, come quelli che confezionano abiti su misura molto popolari tra i turisti, sono favorevoli a misure più rigide, poiché ritengono che queste rendano il mercato più trasparente ed equo. Tuttavia, si tratta di una minoranza: la maggior parte dei venditori locali si è adattata alle ispezioni della polizia, evitando di esporre sul banco prodotti di lusso chiaramente contraffatti, pur continuando a tenerli disponibili “sottobanco” e a proporli ai clienti. Inoltre, i produttori di merci contraffatte hanno trovato modi per aggirare le leggi sulla proprietà intellettuale, come modificare leggermente design o nomi dei marchi.

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