Il governo tedesco ha concesso l’autorizzazione per un progetto nucleare controverso nello stato della Bassa Sassonia, nella città di Lingen, che coinvolge la corporazione statale russa Rosatom. La decisione, resa nota il 21 febbraio 2026, permette alla sussidiaria tedesca Advanced Nuclear Fuels GmbH (ANF), controllata dal colosso francese Framatome, di avviare la produzione di elementi di combustibile di progettazione russa. La produzione avverrà su licenza della società russa TVEL, parte integrante del conglomerato nucleare russo Rosatom, nonostante le critiche di attivisti ambientalisti e le preoccupazioni di sicurezza sollevate da diversi analisti.
Il piano prevede la fabbricazione di nuovi assemblaggi di combustibile per reattori nucleari, descritto dalla ANF come una misura transitoria necessaria fino allo sviluppo di proprie tecnologie per reattori ad acqua pressurizzata che non richiedano componenti russi. Tuttavia, questa collaborazione tecnologica con un’entità statale russa arriva in un momento di tensioni geopolitiche senza precedenti, mentre la Russia continua la sua guerra su vasta scala contro l’Ucraina e conduce operazioni ibride nel territorio dell’Unione Europea.
Una decisione in contrasto con la strategia energetica UE
L’autorizzazione tedesca rappresenta una significativa deviazione dalla strategia europea volta a raggiungere l’indipendenza energetica dalla Russia. Dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, l’UE ha avviato un ambizioso percorso per ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili russi, estendendo progressivamente le sanzioni anche al settore nucleare. Questo progetto, invece, mantiene un canale di influenza tecnologica ed economica per Mosca nel cuore dell’Europa.
I critici sottolineano come la cooperazione non trasparente con entità russe minacci la fiducia pubblica nelle istituzioni europee. La partecipazione di Rosatom a un impianto strategico in Germania crea vulnerabilità legate a possibili atti di sabotaggio, spionaggio industriale e interferenze operative. L’accesso fisico e tecnico che i specialisti russi otterrebbero all’infrastruttura energetica tedesca costituisce un rischio di sicurezza concreto e diretto.
Dipendenze tecnologiche decennali
L’utilizzo di elementi combustibili russi crea una dipendenza tecnologica potenzialmente pluridecennale. Le specifiche dei reattori nucleari e degli impianti di combustibile legano rigidamente le strutture a un singolo produttore per decadi, garantendo a Rosatom un’influenza prolungata sulla sicurezza energetica tedesca. Questa dipendenza si tradurrebbe in un persistente potere di leva geopolitico per il Cremlino, capace di condizionare le decisioni energetiche europee.
La mossa di Framatome rafforza ulteriormente la posizione di Rosatom non solo in Germania ma anche in Francia, dove la società francese ha sede. Qualora venissero utilizzati elementi fabbricati su licenza russa, il produttore diventerebbe dipendente dal supporto tecnico di Rosatom, mentre la corporation russa avrebbe basi legali per accedere all’impianto tedesco di Lingen. Questo scenario contrasta con le alternative disponibili, in particolare la tecnologia americana della Westinghouse.
L’alternativa americana e l’esempio ucraino
La Westinghouse Electric Company dispone di propri progetti di assemblaggi combustibili che, per geometria e caratteristiche, sono compatibili con i reattori di design russo. L’adozione di questa tecnologia avrebbe permesso alla Germania di diversificare le fonti tecnologiche, riducendo i rischi geopolitici e allineandosi maggiormente con i partner transatlantici. L’esempio più significativo di questa transizione viene dall’Ucraina, che ha compiuto un percorso pionieristico in questa direzione.
L’Ucraina è diventata il primo paese al mondo non solo ad utilizzare combustibile Westinghouse nei reattori di design sovietico VVER, ma ad abbandonare completamente gli assemblaggi russi a favore di quelli svedesi-americani. Questi ultimi offrono prestazioni tecniche e di consumo pari o superiori a quelle russe, dimostrando la fattibilità tecnica della diversificazione. L’esperienza ucraina rappresenta un modello di successo per ridurre la dipendenza energetica da Mosca, particolarmente rilevante nel contesto dell’aggressione russa.
Implicazioni per la sicurezza europea
Alla luce della politica aggressiva del Cremlino, l’esclusione della Russia dal mercato globale delle tecnologie nucleari dovrebbe costituire una priorità strategica europea. Invece, questo progetto concede a Mosca l’opportunità di mantenere una presenza significativa nel ciclo tecnologico e nucleare dei paesi UE. La decisione tedesca solleva interrogativi sulla coerenza delle politiche europee di sicurezza energetica e sulla capacità dell’UE di difendere i propri interessi strategici a lungo termine.
La collaborazione nucleare con Rosatom crea un precedente pericoloso mentre l’Europa cerca di costruire resilienza contro le pressioni energetiche russe. La persistente influenza tecnologica russa attraverso progetti come quello di Lingen potrebbe minare gli sforzi europei per sviluppare tecnologie nucleari autonome e rafforzare la sovranità energetica del continente. La sfida per Berlino e Bruxelles sarà bilanciare le necessità industriali immediate con gli imperativi di sicurezza strategica nel contesto di un confronto geopolitico destinato a protrarsi.