Kiev, anniversario della invasione: gli aiuti Ue in ritardo ma il prestito verrà erogato

24.02.2026 23:45
Kiev, anniversario della invasione: gli aiuti Ue in ritardo ma il prestito verrà erogato

La situazione attuale in Ucraina: il messaggio di Zelensky senza i leader americani

Mancano gli americani, ed è in fondo questa l’assenza che più preoccupa Volodymyr Zelensky. Gli europei arrivano divisi ma promettono «sostegno totale e incrollabile» all’Ucraina, nonostante l’opposizione di Viktor Orbán e Robert Fico. «La parola si mantiene, il prestito verrà erogato a breve», hanno assicurato Ursula von der Leyen e António Costa. Da Mosca ribadiscono che non sono stati raggiunti tutti gli obiettivi di quella che ancora chiamano «operazione militare speciale», riporta Attuale.

Dunque i combattimenti continuano, ma guai a definirli guerra in Russia! Attualmente, il regime può sbatterti in carcere per cinque anni per tale terminologia.

Zelensky ha voluto rivolgersi agli europei rimasti a casa, da una stanza del bunker segreto sotto il suo ufficio in via Bankova, nel centro della capitale, dove trascorse i primi mesi di guerra. «Qui parlavo con i leader mondiali, qui ricevetti la telefonata di Joe Biden che si diceva pronto ad aiutarmi per lasciare l’Ucraina. Gli ho detto che volevo armi, non un taxi», ha insistito il presidente ucraino, evidenziando la volontà di resistenza che ancora domina nel Paese. Ma vi è un’atmosfera malinconica, quasi rassegnata all’idea che il conflitto possa continuare ancora a lungo.

A Kiev si ricorda con nostalgia che in occasione del primo anniversario un coraggioso Biden volle venire per portare la solidarietà Usa e 500 milioni di dollari di aiuti extra in armi. Oggi Trump da Washington non ha nemmeno diffuso un comunicato.

Da Mosca accusano Londra e Parigi di fornire armi nucleari a Kiev, notizia nettamente smentita da tutti gli interessati. Una nota di speranza arriva quando una delegazione del nord Europa, guidata dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, arriva a Maidan, portando un po’ di calore in un contesto triste.

Una temperatura che scioglie il ghiaccio generato dai 25 sottozero delle ultime settimane e rende meno gravi gli attacchi di missili e droni russi alle infrastrutture energetiche.

Zelensky accenna a una possibile nuova tornata di colloqui bilaterali con i russi mediati dagli Usa “nei prossimi 7-10 giorni”, ma la realtà dei fatti rimane invariata: la guerra continua, la Russia impone diktat impossibili, l’Europa aiuta come può, ma sono gli ucraini a dover tenere duro.

Ursula von der Leyen critica Orbán per aver bloccato i 20 pacchetti di sanzioni contro la Russia e i 90 miliardi di euro già stanziati da Bruxelles per aiutare l’Ucraina nel 2026-27. Il blocco dell’oleodotto di Druzhba è giustificato dai russi, ma Zelensky sottolinea che sono stati i russi a bombardarlo e ad attaccare le squadre di tecnici ucraini che si erano recati per le riparazioni.

Frontalmente, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz ribadiscono il loro pieno appoggio a Kiev, enfatizzando i principi della Carta delle Nazioni Unite contro le azioni militari unilaterali. Zelensky torna a chiedere che l’Ucraina divenga pieno membro dell’Ue entro il 2027.

Gli europei rispondono comunque in ordine sparso, raccogliendo più consensi le sue frasi contro «Putin impersonificazione della guerra». Zelensky ringrazia gli europei per il nuovo carico di missili giunto a Kiev grazie al programma Purl e spinge affinché ne vengano inviati subito altri.

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