Il discorso sullo Stato dell’Unione di Trump: slogan e critiche ai Democratici
Il discorso sullo Stato dell’Unione tenuto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump di fronte ai parlamentari martedì è stato il più lungo di sempre. Durante quasi due ore di intervento, Trump ha mescolato molti slogan a pochi contenuti sostanziali. Si è limitato ad accennare ai temi più discussi nel primo anno del suo secondo mandato, affrontando argomenti come le minacce all’Iran e i dazi, mentre ha dedicato gran parte del tempo ad accusare i Democratici ed esaltare i presunti successi della sua amministrazione nell’economia e nella protezione dei confini, affermando anche varie cose false, riporta Attuale.
«Vinciamo così tanto che non sappiamo più che farci»
Trump ha aperto il suo intervento dichiarando che «gli Stati Uniti sono tornati: più grandi, più ricchi e più forti di sempre». Ha affermato che «l’economia è più ruggente che mai», che i «nemici degli Stati Uniti sono spaventati» e che «l’America è rispettata di nuovo, come mai prima d’ora». Tuttavia, l’inflazione è rimasta costante negli ultimi anni e la creazione di nuovi posti di lavoro nell’ultimo anno non è stata soddisfacente. Sebbene in alcuni casi le minacce degli Stati Uniti a varie nazioni abbiano avuto un impatto immediato, le politiche di Trump hanno deteriorato le relazioni con diversi paesi, inclusi storicamente alleati.
«Una sentenza molto infelice»
Una delle attese più significative era un commento sulla recente sentenza della Corte Suprema che ha giudicato illegittimi gran parte dei dazi imposti da Trump. Egli ha descritto la decisione come «infelice», senza entrare nel merito. I giudici della Corte Suprema erano presenti, ma Trump non ha fatto riferimenti diretti a loro. In precedenti dichiarazioni, aveva utilizzato toni decisamente più aspri, definendo la sentenza una «disgrazia» e i giudici come «un imbarazzo per le loro famiglie». Nonostante ciò, Trump ha continuato a sostenere l’efficacia dei dazi, affermando che gli accordi hanno reso «felici» molti paesi e ha promesso di proseguire su questa strada.
«Vogliono fare un accordo, ma non abbiamo ancora sentito le paroline magiche: “non avremo mai un’arma nucleare”»
Il presidente ha dedicato pochi minuti a commentare la possibilità di un attacco statunitense contro l’Iran, senza fornire dettagli concreti. Negli ultimi tempi, gli Stati Uniti hanno ammassato numerosi mezzi militari intorno all’Iran, e recentemente Trump ha dichiarato che a breve prenderà una decisione in merito all’eventuale attacco. La sua posizione è chiara: gli Stati Uniti non permetteranno mai al paese sostenitore del terrorismo di dotarsi di armi nucleari.
«Dovreste vergognarvi»
Il discorso è stato caratterizzato da attacchi diretti ai Democratici. Con le prossime elezioni di metà mandato in vista, Trump ha cercato di unire i suoi sostenitori e criticare i suoi avversari. Un momento particolarmente teso si è verificato quando ha chiesto ai parlamentari di alzarsi in segno di approvazione per l’idea che «il primo compito del governo americano sia proteggere i cittadini americani e non gli immigrati illegali». Molti Democratici hanno rifiutato di alzarsi, e Trump ha risposto dicendo loro che dovrebbero «vergognarsi di se stessi».
«Alex non era un criminale»
Questa frase è stata pronunciata da Ilhan Omar, una deputata Democratica di origine somala, in riferimento ad Alex Pretti, un infermiere ucciso a fine gennaio a Minneapolis da agenti della Border Patrol. Omar ha criticato le affermazioni di Trump riguardo alle operazioni anti-immigrazione della sua amministrazione, che hanno visto l’uso di metodi violenti e discriminatori.
«I brogli sono dilaganti nelle nostre elezioni»
Trump ha nuovamente affermato, senza fornire prove, che vi siano irregolarità nelle elezioni statunitensi, reiterando di aver vinto le elezioni del 2020, contrariamente alla realtà. Ha accusato i Democratici di imbrogliare, affermando che stanno cercando di introdurre una legge, chiamata “Save America”, che, secondo lui, servirebbe a prevenire le presunte frodi, ma in effetti limiterebbe il diritto di voto per le comunità marginalizzate e per le donne. Durante il discorso, ha esortato i parlamentari ad approvare la legge.