Prescrizioni contro il peso: antidepressivi e ormoni tiroidei da un dietologo a Pesaro

08.03.2026 02:05
Prescrizioni contro il peso: antidepressivi e ormoni tiroidei da un dietologo a Pesaro

Pesaro, 8 marzo 2026 – La visita in un centro polispecialistico di Pesaro ha rivelato un approccio controverso alla perdita di peso, con la prescrizione di psicofarmaci e ormoni tiroidei per stimolare il metabolismo, nonostante la tiroide funzioni normalmente. In meno di un’ora, l’interessato ha ricevuto un piano alimentare ipocalorico insieme a sei ricette mediche, tra cui antidepressivi, ansiolitici e un diuretico. L’esito della visita ha sollevato interrogativi sull’etica di tali pratiche, riporta Attuale.

Tiroide, valori nella norma

Le analisi della tiroide, effettuate meno di due mesi prima, mostrano valori nella norma. Il medico, G. M., con ambulatori anche in Umbria e nella provincia di Ancona, ha condotto un consulto che includeva la misurazione del peso e dell’altezza. Durante l’incontro, ha sottolineato che “l’85-90 per cento dei casi è fame nervosa” e ha presentato un foglio con la dieta numero 7, evidenziando l’importanza della terapia farmacologica per supportare il regime alimentare.

Farmaci prescritti per dimagrire

Il medico ha consigliato fluoxetina e alprazolam, da assumere tre volte al giorno, evidenziando la necessità di una prescrizione post-datata per l’ansiolitico. Ha ulteriormente specificato l’uso di “tiroide in polvere mg 80”, un preparato galenico, affermando che questo farmaco “attiva il metabolismo” e facilita una condizione di ipertiroidismo farmacologico, aumentando così il tasso metabolico. Il TSH, l’ormone tiroideo, potrebbe scendere fino a valori anomali “0,01 o 0,02”, ma tornerebbe alla normalità una settimana dopo l’interruzione della terapia.

Il medico non ha risposto

Tra le avvertenze fornite dal medico, si evidenziava che un medico di famiglia potrebbe erroneamente interpretare i risultati delle analisi come segni di ipertiroidismo e prescrivere ulteriori farmaci. Rispondendo a una domanda sulla possibile perdita di peso, il medico ha stimato una riduzione fino a 70 chili “se la fa in maniera esatta”. Dopo la visita, è stata richiesta una copia del consenso informato firmato. Nelle settimane successive, i tentativi di contattare il medico per chiarimenti sulla prescrizione non hanno avuto successo.

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