Laura Mattarella: la maternità resta un ostacolo nel lavoro in Italia

08.03.2026 17:55
Laura Mattarella: la maternità resta un ostacolo nel lavoro in Italia

La figlia del presidente della Repubblica, Laura Mattarella, ha dichiarato in un’intervista al Tg3 che la maternità rappresenta ancora un ostacolo significativo nel mondo del lavoro in Italia. «Tranne poche eccezioni, non conosco una donna, nessuna amica, che non mi abbia detto di aver pagato la maternità sul piano lavorativo», ha affermato. Da oltre dieci anni, Laura ha scelto di assistere suo padre, il presidente Sergio Mattarella, e ha rinunciato a una carriera professionale, ma ha sottolineato di conoscere bene le difficoltà che molte donne affrontano ogni giorno, specialmente quelle con bambini piccoli, nel conciliare lavoro e vita familiare, riporta Attuale.

«Non conosco una donna, nessuna amica, che non mi abbia detto di aver pagato la maternità sul piano lavorativo»

Laura Mattarella ha continuato ad evidenziare come la maternità sia spesso vista come un ostacolo nel panorama lavorativo italiano. «È stato difficile trovare un equilibrio», ha spiegato. La ricerca di soluzioni rimane una sfida per molte donne, poiché ogni situazione è diversa e dipende in gran parte dall’ambiente lavorativo e domestico. Secondo lei, «tranne poche eccezioni, non conosco una donna, nessuna amica, che non mi abbia detto di aver pagato la maternità sul piano lavorativo».

«C’è ancora tanta strada da fare»

Pur riconoscendo i progressi compiuti nel campo della parità di genere, Laura ha avvertito che molto resta da fare. «Sulla carta abbiamo una parità piena, ma nei fatti dobbiamo ancora compiere molta strada», ha dichiarato. La disparità salariale tra uomini e donne è un esempio lampante di questa situazione. Laura ha sottolineato anche la scarsità di donne in posizioni di vertice, definiendole «eccezioni». Ha citato le prime donne in ruoli di rilievo, inclusa la Corte Costituzionale e la presidenza del Consiglio, ma ha ribadito che «la vera parità sarà raggiunta solo quando delle donne arrivate ai vertici si parlerà per il curriculum e non come eccezioni».

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