Dimissioni di Tortato: crisi a La Fenice dopo nomina di Beatrice Venezi come direttrice musicale

11.03.2026 14:45
Dimissioni di Tortato: crisi a La Fenice dopo nomina di Beatrice Venezi come direttrice musicale

Venezia, 11 marzo 2026 – Un nuovo scossone per La Fenice di Venezia. A meno di 24 ore dalla formalizzazione della nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del teatro, arrivano le dimissioni del consigliere d’indirizzo della Fondazione, Alessandro Tortato. L’annuncio è stato dato dallo stesso Tortato attraverso un post sui social media. “Ancora in barba allo statuto, si è voluto far pronunciare nuovamente il Consiglio di indirizzo sulla nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro. A questo punto è evidente che la questione si è fatta meramente politica e che, di conseguenza, non c’è alcun bisogno di avere un musicista tra i consiglieri. Quindi me ne vado“, ha affermato Tortato, nominato per quell’incarico nel gennaio 2025 dal ministero della Cultura, riporta Attuale.

La nomina del sovrintendente e poi quella di Venezi

Nel suo post su Facebook, Tortato descrive la sua esperienza come “un vero e proprio feuilleton tutto italiano”, raccontando di essere stato contattato dal Ministero della Cultura perché serviva “una figura tecnica – un musicista”. Una proposta che aveva accolto con entusiasmo: “Per me è un grande onore: è uno dei teatri più prestigiosi al mondo, è il teatro della mia città, è il teatro in cui è avvenuta la mia formazione musicale”, spiega. Inoltre, si sofferma sulla nomina del sovrintendente Nicola Colabianchi, ricordando che “in democrazia chi vince le elezioni ha il diritto di governare, anche i teatri”, e che la figura del sovrintendente è “al netto delle ipocrisie, una figura politica”.

La situazione si complica con la nomina della direttrice musicale Beatrice Venezi da parte del sovrintendente. Secondo Tortato, è una nomina legittima, come stabilito dallo Statuto, ma non è corretto sostenere – come fatto da Colabianchi – che sia stata approvata dal Consiglio d’indirizzo. “Il Consiglio, sempre da Statuto, non ha alcun titolo per esprimersi in merito alle nomine artistiche”, scrive, aggiungendo di essersi opposto all’inserimento nel verbale della formula “il Consiglio approva all’unanimità la nomina di Beatrice Venezi”.

Il caso ‘Welfare’

Il docente e musicista affronta anche la polemica sul cosiddetto ‘Welfare’ destinato ai lavoratori del teatro, respingendo l’idea che la sospensione temporanea fosse una ritorsione contro le proteste. La decisione, spiega, fu presa perché le tensioni sindacali mettevano a rischio i concerti di Capodanno e quindi “più di 850mila euro, non proprio una cifra irrisoria”. La sospensione, aggiunge, era stata adottata “fin quando non si avesse avuto la certezza che quei soldi sarebbero entrati in cassa”. Una volta confermati gli incassi, “il Welfare è stato erogato”.

Le critiche di Venezi alla gestione della Fenice

Tortato critica poi alcune dichiarazioni pubbliche attribuite a Venezi sul funzionamento della Fenice, tra cui il riferimento a un “teatro con gestione anarchica”, e giudica “inopportuno abbracciare una persona che ha appena dichiarato pubblicamente che orchestrali e coristi del ‘suo’ teatro sono ‘pippe il cui massimo titolo è il battesimo’“. Tortato difende i lavoratori del teatro definendoli “professionisti di altissimo livello” selezionati attraverso concorsi “infinitamente più difficili di qualsiasi esame universitario”.

Infine, scrive ancora Tortato, sono “fuori luogo” anche le dichiarazioni sul pubblico veneziano, “composto da ottantenni”. Di fronte a queste vicende, spiega, ci si sarebbe aspettata “almeno una presa di posizione da parte della governance del Teatro” che invece non è mai arrivata.

Le opposizioni all’attacco

Le dimissioni di Tortato hanno scatenato reazioni dalle opposizioni. “Le dimissioni di Alessandro Tortato mettono ‘a nudo il Re’, facendo cadere definitivamente il velo sull’ipocrisia che oggi pervade la governance del Teatro, dove la competenza viene sacrificata sull’altare della politica e delle logiche di potere”, afferma Giuseppe Saccà, capogruppo Pd al Consiglio comunale di Venezia. “Quanto accaduto in questi mesi – prosegue Saccà – è la cronaca di un disastro annunciato perché abbiamo un sovrintendente che sceglie la via della gestione personalistica, del pressappochismo istituzionale, di nomine artistiche calate dall’alto, di ritorsioni sui lavoratori per legittime proteste, di ingiustificate consulenze esterne. Il vero problema della Fenice oggi non è chi se ne va, ma chi resta e persevera in una gestione che ha trasformato un gioiello mondiale in un campo di battaglia”.

“Le dimissioni sono l’ennesima prova che la nomina di Beatrice Venezi rappresenta una scelta fatta in sfregio ai lavoratori e al prestigio di uno dei teatri lirici più importanti del mondo”, affermano gli esponenti M5S in commissione cultura. I pentastellati tornano sulle parole di Tortato, rimarcando i passaggi dell’abbraccio a chi ha offeso gli orchestrali e il pubblico. “Ancora una volta si conferma la logica che ha guidato questa scelta: non valorizzare il teatro, ma piazzare un’amica di Giorgia Meloni, a costo di calpestare professionalità, autonomia delle istituzioni culturali e il rispetto dovuto a chi ogni giorno fa vivere quel palcoscenico. Una vergogna internazionale”, concludono i 5 Stelle.

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