Milizie curdo-iraniane pronte a combattere contro il regime di Teheran
In una valle isolata del Kurdistan iracheno, una milizia di esuli iraniani si prepara a combattere contro il regime iraniano. I membri della Komala dei proletari del Kurdistan si sono sistemati strategicamente per un incontro, ansiosi di attraversare il confine. Nonostante alcune squadre abbiano già tentato incursioni notturne senza combattimento, la tensione cresce, riporta Attuale.
Ashkan Morovati, un combattente di 29 anni, si distingue tra i miliziani. Considerato un eroe tra i manifestanti in Iran, Morovati ha dichiarato: «Sono tornato dal Regno Unito per combattere tre mesi fa. Il regime iraniano ha ucciso quasi 40.000 civili innocenti, ed è nostro dovere combattere per la libertà». Prima della sua partenza, Morovati era un pugile professionista a Manchester.
Morovati afferma che le milizie curdo-iraniane sono pronte per la guerra, promettendo di essere preparate “in ogni modo”. Attualmente, attendono supporto aereo per avviare le operazioni in Iran. «Forse oggi, tra due giorni o anche tra un’ora entreremo in Iran, stiamo aspettando la decisione», ha aggiunto. Tuttavia, la realtà potrebbe rivelarsi più complessa, con esperti che mettono in dubbio la capacità delle milizie di affrontare le forze governative.
Sebbene alcuni resoconti parlino di circa 10.000 combattenti, molti di questi non sono confermati. Le recenti campagne aeree iraniane, che includono attacchi con droni, hanno costretto le milizie a disperdersi, complicando ulteriormente le valutazioni sul loro numero e sulla loro preparazione. Un attacco a un campo della Komala ha recentemente colpito il gruppo, ora ridotto a quindici membri in stato di allerta.
La questione della qualità dei combattenti è cruciale. Mentre alcune unità sembrano in grado di resistere, altre sono meno preparate. Con il supporto aereo degli Stati Uniti e di Israele, potrebbero essere necessarie forze di terra per gestire operazioni critiche, inclusa la distribuzione di armi e la gestione delle comunicazioni interrotte.
Morovati ha contestato qualsiasi contatto con la CIA, sottolineando che l’obiettivo comune rimane la caduta del regime iraniano, ritenuto una minaccia per l’umanità. Martedì scorso, la CNN ha rivelato che la CIA potrebbe armare le milizie curde per innescare una rivolta, ma molti gruppi sono autonomi e non coordinati.
Le milizie, profondamente ideologiche, potrebbero aver bisogno di alleanze, anche se storicamente hanno mantenuto una distanza dall’intelligence americana. Molti combattenti, come Rojin, una giovane curda di 22 anni, vedono le operazioni americane e israeliane come un’opportunità per combattere contro il regime.
Morovati e il suo gruppo sembrano utilizzare armi di base, prevalentemente fucili d’assalto Kalashnikov, con pochi armamenti di provenienza americana. Sono riportati anche dettagli sulle loro calzature, alcune delle quali sono risultate essere contraffatte, un ulteriore simbolo della loro condizione attuale.
La campagna di bombardamenti del regime iraniano ha riacceso un forte desiderio di vendetta nei giovani curdi, molti dei quali hanno recentemente fatto ritorno dall’Europa, motivati dai massacri all’inizio dell’anno e dall’avvio delle operazioni militari. Alcuni membri hanno già effettuato ricognizioni in territorio iraniano, utilizzando sentieri secondari per eludere la sorveglianza. Tuttavia, la mancanza di coordinamento con le forze statunitensi ha portato ad una sospensione di queste azioni rischiose.
Appendice. La storia di Morovati
Morovati, dopo aver partecipato alle proteste nel 2022 per la morte di Mahsa Jina Amini, ha subito un attacco da parte delle forze di sicurezza iraniane, risultando gravemente ferito. Successivamente è riuscito a evadere e raggiungere l’Europa, dove ha preso la decisione di tornare a combattere per la causa curda.