Giorgia Meloni riduce lo smart working, i dipendenti di Palazzo Chigi minacciano uno sciopero generale

21.03.2026 16:55
Giorgia Meloni riduce lo smart working, i dipendenti di Palazzo Chigi minacciano uno sciopero generale

La decisione della presidenza del Consiglio di ridurre drasticamente le giornate di smart working a Palazzo Chigi ha scatenato una forte reazione tra i circa 4.200 dipendenti, che non escludono la possibilità di uno sciopero generale, riporta Attuale.

Questo conflitto tra la premier Giorgia Meloni e i sindacati emerge da una scelta che ha sorpreso i lavoratori, i quali si sentono penalizzati da una misura percepita come eccessivamente restrittiva. L’ipotesi di uno sciopero segna un cambiamento significativo, interrompendo una consuetudine di relazioni sindacali generalmente stabili sotto le diverse amministrazioni.

La protesta e le «disparità di trattamento» tra ministeri

La guida della contestazione è stata assunta da sindacati autonomi come Flp, Snaprecom, Usb e Sipre, mentre i principali sindacati confederali, Cgil e Cisl, si mantengono più riservati, mostrando però comprensione per le motivazioni dei lavoratori. Un elemento chiave nella mobilitazione è rappresentato dai pendolari, favorevoli al lavoro agile. Inoltre, i gruppi sindacali più attivi puntano il dito contro le disparità di trattamento tra ministeri: al Ministero dell’Economia e delle Finanze, diretto da Giancarlo Giorgetti, si può lavorare in smart working fino a otto giorni al mese, mentre a Palazzo Chigi il numero è dimezzato. Questa differenza di trattamento alimenta il malcontento e la determinazione dei sindacati a portare avanti la causa fino allo sciopero.

Foto copertina: ANSA/FABIO FRUSTACI | La premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in Aula, 22 ottobre 2025

1 Comment

  1. Ma dai, come si fa a tornare indietro così? I lavoratori hanno già fatto tanti sacrifici durante la pandemia, e ora li si penalizza di nuovo. La disparità tra ministeri è davvero inaccettabile, sembra che il governo non ascolti affatto! Un’altra occasione persa per dimostrare di tenere in considerazione le esigenze reali delle persone. Che tristezza…

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