Il referendum sulla riforma costituzionale in Italia: l’appello dell’imam di Torino
Torino, 23 marzo 2026 – Una mano che firma il No dentro una cabina elettorale del referendum sulla riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere in magistratura è l’immagine postata dall’imam di Torino, Brahim Baya, sui social, riporta Attuale.
La foto mostra una mano adornata con il braccialetto con la scritta Gaza, accompagnata da un messaggio potente: “Mentre nel mondo c’è chi vive sotto le bombe, qui abbiamo ancora la possibilità di scegliere. E questa possibilità non è scontata. Oggi non si vota solo una riforma. Si decide da che parte stare. Io ho scelto, anche per Gaza”.
Brahim Baya, che è anche il portavoce della moschea Taiba di via Chivasso e segretario nazionale dell’associazione Partecipazione e Spiritualità Musulmana (Psm), ha già manifestato il suo sostegno al NO, denunciando la presunta islamofobia del governo Meloni. La sua posizione si colloca in un contesto più ampio di attivismo a favore di Gaza, sottolineando la solidarietà nei confronti di chi vive in condizioni di conflitto.
L’impatto delle dichiarazioni di Baya sulla mobilitazione elettorale potrebbe essere significativo, in quanto unisce questioni interne alla politica italiana con i conflitti internazionali, richiamando l’attenzione delle comunità musulmane e dei simpatizzanti in Italia.
È importante notare che le scelte politiche in Italia sono influenzate da una serie di fattori, tra i quali emergono le preoccupazioni per i diritti umani e la giustizia sociale, temi ai quali l’imam si aggrappa nelle sue argomentazioni. La riforma costituzionale, quindi, non è soltanto una questione tecnica, ma diventa un luogo di confronto ideologico e sociale, tra diverse visioni del futuro del Paese.
Il referendum del 2026 rappresenta un momento cruciale per la democrazia italiana, al di là del tema specifico della gestione della giustizia. La mobilitazione di figure pubbliche come Baya suggerisce un intreccio di politicizzazione e attivismo che potrebbe caratterizzare anche ulteriori sviluppi futuri nella dinamica socio-politica del Paese.