La Sapienza di Roma Dominante negli Studi Classici a Livello Mondiale
Roma, 25 marzo 2026 – L’università Sapienza è la prima al mondo in Classics & Ancient History e tra le prime dieci con Archeology e History of Art. Non era mai successo che un ateneo italiano si collocasse con 3 materie nella Top 10 della classifica Qs World University Rankings by Subject resa pubblica il 25 marzo, riporta Attuale.
L’edizione 2026 conferma per il sesto anno consecutivo il primato dell’Ateneo negli studi classici, unico primato mondiale per le università italiane. Il ranking evidenzia anche il settore umanistico, con il 7° posto sia per gli studi storico-artistici sia per gli studi archeologici; in particolare, Archaeology guadagna posizioni, passando dalla 11ª alla 7ª, mentre History of Arts scala dalla 18ª alla 7ª posizione.
Sapienza migliora anche per numero di discipline classificate nella Top 50 mondiale, con 6 materie nella classifica 2026, in aumento rispetto alle 4 dell’anno precedente. Le specializzazioni che confermano le loro posizioni sono Classics & Ancient History (1), Archaeology (7), e History of Art (7). Le nuove entrate tra le prime 50 sono Modern Languages (42) e Pharmacy & Pharmacology (48). Sapienza si posiziona al primo posto in Italia con 26 materie, e al secondo a livello nazionale con un totale di 46 materie nel ranking.
QS Quacquarelli Symonds, società di analisi globale della formazione universitaria, ha pubblicato oggi la sedicesima edizione annuale della classifica QS World University Rankings by Subject. La classifica analizza in modo indipendente oltre 21.000 programmi accademici in più di 1.900 università di oltre 100 paesi, coprendo 55 discipline e cinque grandi aree di studio (Arti e scienze umane, Ingegneria e tecnologie, Scienze della vita e medicina, Scienze naturali, Scienze sociali, economiche e manageriali).
L’Italia è il settimo paese più rappresentato per numero di università classificate, con 163 posizioni nella top 100 mondiale in tutte le 55 classifiche per disciplina. Questi risultati mettono in luce le eccellenze riconosciute a livello globale delle università italiane, anche se si rileva una certa difficoltà nel tradurre tali eccellenze in forza sistemica.
La visibilità internazionale dell’Italia è sostenuta principalmente dai grandi atenei pubblici generalisti, che rappresentano la spina dorsale del sistema universitario nazionale. Bologna guida il Paese con 50 voci, seguita da Sapienza con 46 e dall’Università di Padova con 40. Altre istituzioni come l’Università degli Studi di Milano (38) e l’Università degli Studi di Firenze (34) seguono, mentre il Politecnico di Milano, con un orientamento più specialistico, si conferma tra i principali contributori italiani con 26 presenze.
Ai livelli più alti della classifica, la rappresentanza italiana è limitata a poche istituzioni. Solo tre atenei collocano discipline nella top 10 mondiale: Sapienza Università di Roma con tre presenze, Politecnico di Milano e Università Bocconi con due ciascuno, e Scuola Normale Superiore con una. Oltre ai vertici, l’Italia registra ulteriori risultati notevoli: il Politecnico di Milano è sesto in Architettura, l’Università Bocconi è nona in Marketing, e la Scuola Normale Superiore si attesta al decimo posto in Lettere classiche e Storia antica.
Nella top 20 mondiale, Bocconi e Politecnico di Milano dominano con quattro presenze ciascuno, seguiti da Sapienza con tre. Altre università come il Politecnico di Torino, Università di Bologna, Scuola Normale Superiore e Università Iuav di Venezia completano il panorama con una o due presenze ciascuna. Nella top 50, il Politecnico di Milano si distingue con 10 presenze, rappresentando il 38% del totale. Seguono l’Università di Bologna con nove e Sapienza e Politecnico di Torino con sei ciascuno.
Nella top 100 mondiale, Bologna e Sapienza registrano entrambe 26 presenze, il dato più alto a livello nazionale, seguite dal Politecnico di Milano con 15 e dall’Università di Padova con 12. Questo trend dimostra la continuità e la profondità della presenza italiana nel contesto internazionale accademico.
Che notizia fantastica! Finalmente, un’università italiana sta brillando nel mondo. Sapienza merita tutti questi riconoscimenti, ma è un peccato che stiamo ancora discutendo dell’importanza di valorizzare le nostre eccellenze. Le università dovrebbero ricevere più sostegno per continuare a crescere e prosperare.