G7: confronto teso tra Kaja Kallas e Marco Rubio sulla situazione in Ucraina

28.03.2026 01:35
G7: confronto teso tra Kaja Kallas e Marco Rubio sulla situazione in Ucraina

G7: da ministeriale Esteri confronto Kallas-Rubio su Ucraina

La seconda e conclusiva giornata della ministeriale Esteri del G7, tenutasi all’Abbazia di Vaux-de-Cernay in Francia, ha visto un acceso confronto tra l’Alta rappresentante europea Kaja Kallas e il segretario di Stato Usa Marco Rubio riguardo alla situazione in Ucraina. Rubio ha evidenziato come, da mesi, le trattative fra Russia e Ucraina non abbiano registrato progressi significativi, un dato preoccupante sottolineato nel contesto del G7, riporta Attuale.

Kallas ha messo in discussione l’atteggiamento di Washington, ricordando le parole del presidente Donald Trump, che aveva espresso la volontà di assumere una posizione più decisa nei confronti di chi ostacola i negoziati. La rappresentante estone ha fatto notare come la mediazione statunitense abbia dato nuovamente impulso a Mosca, complicando le possibilità di raggiungere una pace dignitosa per Kiev. Questo approccio, ha avvertito Kallas, potrebbe anche avere ripercussioni sul conflitto con l’Iran, avvantaggiando Teheran, cosa che rappresenterebbe un problema per gli stessi Stati Uniti.

Rubio ha risposto alle critiche di Kallas, ribadendo l’impegno dell’amministrazione Biden sulla questione ucraina, sebbene durante il colloquio abbia anche insinuato provocatoriamente che gli Stati Uniti potrebbero ritirarsi dalla mediazione. Tuttavia, ha successivamente assicurato il loro interesse a continuare il dialogo, sostenuto anche da interventi di altri ministri, tra cui quelli di Antonio Tajani, del francese Barrot e della britannica Cooper.

Alla fine della sessione, Rubio ha pubblicato un messaggio su X, dichiarando che Trump è a favore di un cessate il fuoco e di una soluzione negoziata il prima possibile. Tuttavia, le tensioni tra Washington e Kiev hanno preso piede, come dimostrano le affermazioni di Rubio che contraddicono quanto sostenuto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Quest’ultimo aveva indicato che le garanzie di sicurezza statunitensi sarebbero dipese dal ritiro delle forze ucraine dal Donbass. Rubio ha definito questa affermazione “una bugia”, chiarendo che le garanzie entreranno in vigore solo alla fine del conflitto, per evitare un coinvolgimento diretto nel conflitto. Ha poi enfatizzato che l’obiettivo statunitense non è sostenere posizioni russe, ma piuttosto comprendere le richieste di entrambe le parti per facilitare un dialogo costruttivo.

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