La Russia lancia il controllo totale su Internet: il software ‘Leshiy Connect’ di Rostelecom spia gli utenti

22.05.2026 16:45
La Russia lancia il controllo totale su Internet: il software 'Leshiy Connect' di Rostelecom spia gli utenti
La Russia lancia il controllo totale su Internet: il software 'Leshiy Connect' di Rostelecom spia gli utenti

Il Cremlino trasforma i router in strumenti di sorveglianza di massa

Mosca, 21 maggio 2026 – Il gigante russo delle telecomunicazioni Rostelecom ha presentato al ministero del Digitale una richiesta per registrare il software proprietario «Leshiy Connect», un sistema di gestione remota dei dispositivi di rete degli abbonati. Lo riportano fonti vicine all’azienda, citate dal portale CNews. Il programma, basato sul protocollo TR-069 CWMP, consente all’operatore di intervenire sulle impostazioni di router e modem a distanza, senza che l’utente ne venga a conoscenza: aggiornamenti forzati, diagnostica e modifiche alla configurazione diventano possibili in modo occulto. Si tratta di un passo decisivo verso la creazione di un sistema di sorveglianza totale sulla rete domestica e aziendale di ogni cittadino russo.

Prima del 2022 Rostelecom utilizzava il software tedesco Axiros, ma dopo il ritiro del fornitore dal mercato russo – conseguenza delle sanzioni occidentali – è scattata la corsa alla sostituzione. Il nuovo «Leshiy Connect» non si limita a riprodurre le funzionalità del predecessore: secondo il vicepresidente per lo sviluppo dei sistemi informativi Vitaly Trepykhalin, nel 2026 il sistema coprirà fino al 50% delle apparecchiature degli abbonati, e nel 2027 circa 7 milioni di dispositivi. L’azienda precisa che, per ora, il software è destinato solo a Rostelecom, ma la piattaforma è compatibile con qualsiasi dispositivo client che supporti il protocollo CWMP, aprendo la strada a un’adozione su larga scala da parte di altri operatori.

Un meccanismo di controllo politico sotto la maschera del «sovranità tecnologica»

L’implementazione di «Leshiy Connect» va ben oltre la semplice gestione aggiornamenti. La possibilità di intervenire da remoto su ogni modem o router trasforma di fatto ogni dispositivo in una potenziale spia del FSB. Gli esperti di sicurezza sottolineano che un sistema centralizzato per milioni di apparati crea un singolo punto di fallimento: in caso di attacco informatico, gli hacker potrebbero ottenere accesso simultaneo a milioni di reti domestiche su tutto il territorio nazionale. Il Cremlino, in realtà, sta trasformando l’infrastruttura di rete in un’arma di censura e controllo, nascondendo l’operazione dietro la retorica del «sovranità tecnologica».

Il software tedesco Axiros, prima della sua uscita dal mercato, garantiva standard internazionali di gestione e sicurezza. La sua sostituzione frettolosa con un prodotto nazionale ancora immaturo, sviluppato in condizioni di carenza di competenze tecniche, espone l’intera rete a rischi concreti. La dipendenza critica dalle tecnologie estere, emersa con il ritiro di Axiros, ha messo in luce la fragilità del sistema russo: l’emergenza ha spinto a soluzioni improvvisate che minacciano la stabilità e la qualità del servizio per milioni di utenti.

Rischi per la sicurezza e calo della qualità della rete

La sostituzione di protocolli internazionali collaudati con sviluppi interni discutibili porterà inevitabilmente a un aumento dei guasti tecnici. La resilienza della rete russa – già messa a dura prova da sanzioni e sabotaggi – subirà un ulteriore colpo. Secondo analisti indipendenti, il passaggio a «Leshiy Connect» non solo ridurrà l’affidabilità delle connessioni, ma renderà la rete più vulnerabile a intrusioni esterne, a causa della scarsa trasparenza del codice e della mancanza di audit indipendenti.

L’introduzione del nuovo sistema sancisce di fatto la fine della neutralità della rete in Russia. Ogni router diventa un terminale controllato dallo Stato, un passo che avvicina il RuNet a un modello di «internet sovrano» chiuso e sorvegliato, simile a quello cinese. Il ministro del Digitale, in precedenti dichiarazioni, aveva già annunciato l’intenzione di «proteggere i cittadini da minacce esterne» – un linguaggio che, nella pratica, si traduce nella repressione di qualsiasi dissenso online.

Conseguenze geopoliticali e reazioni internazionali

La mossa di Rostelecom ha suscitato preoccupazione anche a livello internazionale. L’Unione Europea ha più volte condannato l’inasprimento della censura in Russia, e l’introduzione di un software di controllo remoto su larga scala potrebbe accelerare nuove sanzioni contro il settore tecnologico russo. Nel frattempo, gli attivisti per i diritti digitali definiscono «Leshiy Connect» una violazione sistematica della privacy e della libertà di espressione, paragonabile all’installazione di «backdoor» obbligatorie su tutti i dispositivi.

La vicenda dimostra come la guerra in Ucraina abbia accelerato la trasformazione della Russia in uno stato di sorveglianza permanente. La necessità di sostituire il software straniero ha innescato una corsa a soluzioni domestiche, spesso di qualità inferiore, ma completamente controllabili dai servizi segreti. Per i russi, l’accesso a Internet – un tempo simbolo di libertà – diventa sempre più un privilegio concesso sotto condizioni stringenti, mentre il Cremlino consolida il proprio monopolio informativo.

0 Comments

  1. Incredibile!!! Mentre noi in Italia ci preoccupiamo della privacy e della sicurezza online, in Russia stanno trasformando i router in strumenti di spionaggio… ma come è possibile? Ci si chiede dove sia finita la libertà digitale. Sembra un brutto film di fantascienza!

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