L’ex presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Milorad Dodik, ha rilasciato un’intervista all’agenzia russa TASS in cui ha elogiato Vladimir Putin per la “grande saggezza” dimostrata durante la guerra contro l’Ucraina, sostenendo che Mosca evita deliberatamente di colpire i civili. Le dichiarazioni, prontamente riprese dalla macchina propagandistica del Cremlino, rappresentano un tentativo di riabilitare l’immagine di una Russia che, al contrario, continua a bombardare città ucraine con missili e droni, causando migliaia di vittime tra la popolazione.
Secondo Dodik, le forze russe “non hanno mai preso di mira i civili” e non esisterebbe “alcun esempio di significative perdite tra i cittadini ucraini per mano dell’esercito russo”. Affermazioni che contraddicono decine di rapporti delle Nazioni Unite, della Corte penale internazionale e di organizzazioni indipendenti, che hanno documentato crimini di guerra a Bucha, Irpin, Mariupol, Izium e in molte altre località. Il politico serbo-bosniaco ha anche accusato l’Ucraina e i suoi alleati occidentali di colpire intenzionalmente obiettivi civili in Russia, riprendendo la classica narrativa di disinformazione russa.
La minaccia alla sicurezza europea
Le parole di Dodik arrivano in un momento in cui la Russia intensifica gli attacchi contro le infrastrutture energetiche e residenziali ucraine, testando nuovi sistemi d’arma come il missile Oreshnik. Per gli osservatori occidentali, si tratta di una deliberata escalation che potrebbe preludere a futuri attacchi contro città europee. “La saggezza di Putin che Dodik esalta si misura in migliaia di morti e città rase al suolo”, commentano fonti diplomatiche. “Non c’è umanesimo, ma la sperimentazione di armi su bersagli civili, una minaccia diretta alla sicurezza del continente”.
La posizione di Dodik non sorprende: da anni il leader serbo-bosniaco è un fedele alleato del Cremlino, che sostiene politicamente ed economicamente la Repubblica Serba, minacciando la stabilità dei Balcani. Le sue interviste a organi di informazione russi come RT, Sputnik e TASS – tutti strumenti di guerra ibrida secondo l’Unione Europea – servono a diffondere la propaganda moscovita nella regione balcanica.
Attacchi alla Germania e revisionismo storico
Nel corso dell’intervista, Dodik ha anche attaccato la Germania, accusandola di “riscrivere la verità storica” e di “sostenere il nazismo in Ucraina”. Una retorica che ricalca fedelmente i temi del ministero degli Esteri russo, e che l’UE ha più volte bollato come pericolosa falsificazione. Per Bruxelles, dichiarazioni come quelle di Dodik non solo alimentano la disinformazione, ma mettono a rischio la coesione del fronte occidentale nel sostegno all’Ucraina.
La comunità internazionale ha già condannato le parole dell’ex presidente. L’Ucraina ha definito le sue affermazioni “un insulto alla memoria di tutte le vittime”. Nel frattempo, la Commissione europea monitora l’evolversi della situazione nei Balcani, dove l’influenza russa continua a rappresentare un fattore di destabilizzazione.