Roma, 30 luglio 2026 – L’efficacia dei raggiri e delle frodi veicolate tramite canale telefonico si basa non su falle tecnologiche nei sistemi bancari, ma sulla manipolazione psicologica delle vittime. Gli esperti di cybersecurity e i consulenti di prevenzione dei reati finanziari concordano nel sottolineare che la principale vulnerabilità risiede nel fattore umano: i malintenzionati sfruttano leve emotive primarie come l’ansia, la paura di perdite economiche imminenti, la sollecitazione dell’autorità o la finta urgenza di emergenze familiari, per disattivare il pensiero critico e spingere a decisioni impulsive. Per difendersi efficacemente da queste aggressioni verbali, gli esperti raccomandano di adottare un atteggiamento di scetticismo preventivo. Ogni telefonata inattesa che richieda un’azione immediata, come sbloccare un conto o confermare operazioni sospette, deve essere gestita mantenendo il controllo emotivo e interrompendo il contatto senza esitazioni, riporta Attuale.
Occhio alle credenziali di accesso
Un principio essenziale condiviso dagli specialisti della sicurezza è la gestione delle credenziali di accesso: nessuna banca, operatore postale, fornitore di servizi energetici o rappresentante delle forze dell’ordine richiederà mai al telefono PIN personali, password per il home banking o codici OTP. Analogamente, nessun operatore legittimo chiederà mai bonifici di emergenza verso “conti temporanei” o installerà software di controllo remoto sui dispositivi degli utenti.
Adottare una condotta difensiva implica anche imparare a gestire la pressione verbale dell’interlocutore. I truffatori cercano spesso di intimidire le vittime minacciando conseguenze legali o perdite economiche irreparabili se la comunicazione viene interrotta. Gli esperti raccomandano di mettere la sicurezza informatica e finanziaria al primo posto: di fronte a dubbi, la decisione più saggia è sempre quella di riagganciare immediatamente.
Vademecum di sicurezza in 5 punti
1. Gestione prudente del primo contatto e della risposta vocale
Rispondendo a chiamate da numeri sconosciuti, iniziare sempre con un neutro “Pronto?” o “Chi parla?”, evitando di dire “Sì” come prima risposta. Se l’interlocutore chiede conferma dell’identità, utilizzare espressioni neutre come “Sono io” o “Chi lo cerca?”. Questo impedisce ai malintenzionati di registrare il consenso vocale per autorizzare contratti indesiderati.
2. Sospetto sistematico del numero visibile sul display (Anti-Spoofing)
La corrispondenza del numero sul display non prova l’autenticità dell’interlocutore. I truffatori possono far apparire numeri ufficiali di banche o forze dell’ordine. In caso di allerta su conti o transazioni, considerare l’identità del chiamante come non verificata e interrompere la conversazione.
3. Applicazione rigorosa della regola ‘Riaggancia e Richiama’
Di fronte a anomalie o richieste di verifica, interrompere immediatamente la comunicazione. Dopo aver riagganciato, attendere un minuto per essere certi di liberare la linea, o utilizzare un dispositivo diverso, e digitare manualmente il numero di assistenza ufficiale.
4. Protezione assoluta dei codici di sicurezza e rifiuto di software remoti
I codici di accesso, i PIN e i codici OTP sono strettamente personali e non devono mai essere comunicati telefonicamente. Rifiutare qualunque richiesta di scaricare software di assistenza remota, che permetterebbero ai malintenzionati di prendere il controllo del dispositivo.
5. Verifica diretta delle emergenze e strumenti di blocco preventivo
In caso di emergenze che coinvolgono familiari, interrompere la chiamata e contattare direttamente il congiunto per verificare i fatti. Inoltre, per ridurre al minimo le chiamate indesiderate, attivare i filtri antispam e iscrivere i numeri al Registro Pubblico delle Opposizioni.