Basso tasso di vaccinazione in Sicilia mette a rischio la salute pubblica dopo morte di bimba per difterite

22.08.2026 14:15
Basso tasso di vaccinazione in Sicilia mette a rischio la salute pubblica dopo morte di bimba per difterite

Allerta in Sicilia: copertura vaccinale contro le malattie infettive al minimo storico

Roma, 22 agosto 2026 – In Sicilia, la percentuale di adesione al ciclo vaccinale completo di tre dosi contro polio, difterite, tetano, pertosse ed epatite B è dell’85,13%, la più bassa in Italia, rispetto a una media nazionale del 94,46%. Questa situazione preoccupante emerge dall’ultimo report del ministero della Salute, riferito al 2024 e relativo alle vaccinazioni in età pediatrica per i nati nel 2022, riporta Attuale.

La differenza di nove punti percentuali può rivelarsi fatale. Un rischio spesso sottovalutato dai genitori, come dimostra il recente caso della piccola Anna Rosa Bartolotta, una bimba di 4 anni tragicamente deceduta per difterite a Palermo. La piccola non era stata vaccinata, così come i suoi fratelli.

“La Sicilia è la regione in Italia con la minor copertura vaccinale per tutte le malattie infettive, compresa la difterite. Questo è un campanello d’allarme che deve suonare forte per le autorità sanitarie della Regione”, avverte Matteo Bassetti, professore di Malattie infettive all’Università di Genova. “Si deve fare di più per la popolazione, in questi anni sono prevalsi pensieri anti-vaccini e anti-scienza. La Regione deve intervenire per invertire la rotta. Altrimenti, questa bambina è morta invano”, aggiunge l’infettivologo.

Bassetti sottolinea l’importanza di educare i genitori riguardo ai vaccini e alle conseguenze della loro mancanza. “Dobbiamo fare in modo che non parta un’epidemia di difterite. Io mi vergogno come italiano perché sono epidemie da terzo mondo, da paesi non evoluti. Il ministero della Salute deve avviare una campagna di informazione robusta sulla prevenzione vaccinale. Come al solito in Italia, deve scapparci il morto per smuovere le coscienze.”

Riguardo all’ipotesi di un focolaio di difterite, paventato dopo la morte della piccola Anna Rosa e la positività del cuginetto, Bassetti spiega: “Il rischio c’è ma è basso. Quello che va fatto è rintracciare tutti i contatti della piccola e arrivare al paziente zero. Potrebbe esserci qualcuno portatore sano del Corynebacterium diphtheriae e occorre identificarlo e poi anche i suoi contatti. È chiaro – continua l’infettivologo – che tutto questo è accaduto perché il batterio può passare da una persona a un’altra e non dare sintomi in chi è vaccinato, mentre in chi non lo è può causare una malattia vera e propria. Purtroppo, nei bambini molto piccoli la malattia può diventare devastante. Questo caso di Palermo dimostra come una malattia infettiva in chi è immunizzato rimane confinata nelle vie aeree superiori, ma in chi non lo è può provocare una malattia seria. Inoltre, c’è un rischio anche per gli adulti se vengono a contatto con il batterio e non sono vaccinati.”

1 Comment

  1. Ma è possibile che nel 2026 ci sia ancora gente che non vaccina i propri figli? Questa notizia è agghiacciante!!! La Sicilia deve davvero fare di più. Non possiamo tornare indietro!!! Se non iniziamo a informarci e a proteggere i più piccoli, direi che siamo a un passo dal disastro…

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