Indagini sulla morte di Denise Cosco: il fidanzato sentito per istigazione al suicidio

11.09.2026 16:35
Indagini sulla morte di Denise Cosco: il fidanzato sentito per istigazione al suicidio

Tragedia ad Ariccia: Denise Cosco, figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, si suicida

Milano, 11 settembre 2026 – Il compagno di Denise Cosco sarà chiamato dagli inquirenti a riferire sulle ultime ore di vita della 35enne, figlia di Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia che pagò con la vita la decisione di ribellarsi alla ‘ndrangheta. Denise si è lanciata ieri dal terzo piano della palazzina dove viveva ad Ariccia, in provincia di Roma: è morta alla stessa età che aveva la madre quando è stata uccisa dal suo ex, uomo di mafia, Carlo Cosco. Nell’appartamento con lei c’era il fidanzato, ora sotto choc. Quando sarà in grado di parlare, il giovane sarà sentito dagli investigatori che indagano per istigazione al suicidio contro ignoti, riporta Attuale.

A chiarire le circostanze della morte di Denise Cosco sarà anche l’autopsia, in programma per oggi, oltre all’analisi del cellulare della vittima, sequestrato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati, che indagano sul caso, coordinati dal procuratore capo Carlo Villani con il pm Domenico Vicario.

Come la madre, Denise aveva sfidato la ‘ndrangheta. A soli 20 anni aveva testimoniato da dietro un paravento contro il padre, condannato poi all’ergastolo per l’omicidio Garofalo: con altri complici dell’omonima cosca calabrese Carlo Cosco aveva organizzato un piano convincendo la donna a lasciare il programma di protezione che la tutelava assieme alla figlia all’ora adolescente. Garofalo doveva essere punita per le rivelazioni sulle faide e i traffici illeciti dei Cosco.

Attirata in trappola a Milano nel novembre 2009, Lea fu ammazzata, bruciata e fatta a pezzi. Un agguato in perfetto stile mafioso. Pochi dei suoi resti furono stati ritrovati in un tombino, solo nel 2021 dopo le rivelazioni di un complice degli aguzzini, pentito.

Denise è rimasta sotto protezione fino al 2018, poi ha cambiato nome, identità, ha iniziato a lavorare, continuando a vivere in una località segreta, con un bimbo che ora ha quasi 4 anni, sempre sotto la tutela del Servizio Centrale di Protezione della Polizia. Don Ciotti, che ben conosceva lei e la madre, l’ha descritta come una giovane donna “inquieta e sensibile”. “Per restare fedele al percorso di riscatto iniziato da Lea, la sua adorata mamma, Denise ha dovuto vivere per anni nascosta, senza però mai rassegnarsi davvero, perché il suo sogno era sentirsi finalmente libera e autonoma – ha raccontato il sacerdote –. Proprio come Lea, Denise aveva infatti una grande sete di vita, di libertà e di amore”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere