Tragedia a Milano: Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, si suicida
Milano – Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, donna simbolo della lotta alla ‘ndrangheta assassinata nel 2009 dall’ex compagno Carlo Cosco, si è tolta la vita a 35 anni, riportano Attuale.
La giovane, che avrebbe compiuto 35 anni a dicembre, è morta dopo aver tentato di lanciarsi da una finestra della sua abitazione ad Ariccia. Il tragico evento è avvenuto domenica, e Denise è deceduta dopo quattro giorni di agonia in ospedale. La procura di Velletri ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio contro ignoti e ha disposto il sequestro del cellulare della vittima per analisi.
Denise si è lanciata dal terzo piano dell’edificio dove viveva con il compagno e il figlio. Nonostante i soccorsi immediati, le ferite sono state fatali. Questa sua scelta drammatica segna un ulteriore capitolo della dolorosa storia familiare, in cui Denise aveva intrapreso un percorso da testimone di giustizia, seguendo le orme della madre, e aveva partecipato attivamente a inchieste contro il crimine organizzato.
Il 19 ottobre 2013, in un’emozionante cerimonia funebre per la madre, Denise, pur protetta da una maschera, aveva parlato con forza del coraggio di Lea: “Ma la vostra presenza è un segno di vicinanza non solo a lei, ma a tutte le donne e gli uomini che hanno rischiato e continuano a rischiare”, aveva dichiarato alla folla. Questa sua eredità di resilienza purtroppo non è riuscita a proteggerla dal dolore interiore, che l’ha accompagnata fino alla sua morte.
Denise ha vissuto per anni sotto protezione, cambiando nome e tentando di ricostruire la sua vita, segnata dalla tragica perdita della madre. La sua vita è stata connotata da un continuo desiderio di libertà e giustizia, come testimoniato dalla sua volontà di contribuire alle indagini che hanno portato alla condanna del padre per l’omicidio di Lea.
La comunità e gli attivisti sono in lutto, e molti si chiedono come si possa intervenire per sostenere i figli di testimoni di giustizia. Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, ha commentato: “Oggi è morta una giovane donna coraggiosa e sofferente. Il coraggio e la sofferenza hanno rappresentato i due estremi dentro ai quali si è mossa l’intera vita di Denise”. Lucilla Andreucci, attivista di Libera Milano, ha aggiunto che ci può essere solo un impegno per evitare ulteriori tragedie e garantire che nessuno si senta solo in lotta contro il crimine organizzato.
È davvero inaccettabile come si possa arrivare a tanto dolore. Denise è stata una combattente in una guerra che non avrebbe dovuto affrontare. Le istituzioni devono impegnarsi di più per sostenere le famiglie delle vittime, perché il loro silenzio è assordante e lascia spazio solo a tragedie come questa. Dobbiamo fare di più!