Denise Garofalo, figlia di Lea, si suicida a 35 anni dopo la morte della madre testimone di giustizia

10.09.2026 19:35
Denise Garofalo, figlia di Lea, si suicida a 35 anni dopo la morte della madre testimone di giustizia

Roma, 10 settembre 2026 – Denise, figlia di Lea Garofalo, testimone di giustizia che sfidò il clan di ‘ndrangheta, si è tolta la vita a 35 anni. La madre era stata brutalmente assassinata nel 2009 dal suo ex compagno Carlo Cosco, il cui corpo era stato fatto a pezzi e bruciato. Lea, simbolo di coraggio, aveva cercato di raccontare la verità sulla violenza mafiosa, ma il suo destino tragico si è ripetuto nella figura della figlia, riporta Attuale.

La sua vita

Nata nel 1974 a Petilia Policastro, in provincia di Crotone, Lea Garofalo perse il padre a soli nove mesi, vittima di una faida di mafia. Già da giovane, fu esposta alla violenza de ‘ndrangheta, testimoniando una scia di sangue e logiche criminali. Si trasferì a Milano con Carlo Cosco, da cui nacque la figlia Denise.

Nel 1996, un cambio di rotta: Cosco e altri membri della sua famiglia furono arrestati in un’operazione contro il traffico di droga. Lea decise di separarsi e proteggere Denise, intraprendendo un difficile percorso per allontanarsi dall’ambiente mafioso.

Nel 2002, Lea contattò le forze dell’ordine e iniziò a denunciare le dinamiche della criminalità organizzata. Inserita nel programma di protezione per testimoni, affrontò tentativi di rapimento e, purtroppo, nel 2009 subì un brutale omicidio orchestrato da Cosco.

Le parole della figlia Denise al funerale di Lea Garofalo

Durante i funerali della madre, Denise dichiarò: “Lea, la mia cara mamma, ha avuto il coraggio di ribellarsi alla cultura della mafia, la forza di non piegarsi alla rassegnazione e all’indifferenza. Ma la vostra presenza è un segno di vicinanza non solo a lei, ma a tutte le donne e uomini che hanno rischiato e continuano a rischiare. Per me è un giorno molto difficile, ma la forza me l’hai data tu, se è successo tutto questo è stato solo per il mio bene, e non smetterò mai di ringraziarti”, come riportato da Avvenire.

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