Emma Bonino, figura iconica del radicalismo italiano, muore a 78 anni

11.09.2026 12:35
Emma Bonino, figura iconica del radicalismo italiano, muore a 78 anni

Roma, 11 settembre 2026 – È morta a 78 anni Emma Bonino, figura storica del radicalismo italiano e protagonista della politica italiana degli ultimi cinquant’anni. La notizia è stata riportata dal partito +Europa, da lei fondato, che ha dichiarato: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai”. La sua vita è stata caratterizzata da battaglie per i diritti civili, dall’aborto ai diritti delle donne, dalla lotta contro la pena di morte alla fame nel mondo, fino alla difesa dei diritti umani nell’ambito europeo, riporta Attuale.

Le figlie in affido, la scelta di non sposarsi

Emma Bonino aveva scelto consapevolmente di non sposarsi e di non avere figli naturali. “Il personale è politico, ma il privato non è pubblico”, affermava, mantenendo una stretta riservatezza sulla sua vita personale. Non si è mai sposata e ha adottato due bambine, Aurora e Rugiada, negli anni Settanta, mentre la sua carriera politica ha monopolizzato gran parte della sua esistenza. Riguardo alle sue relazioni sentimentali, è noto che era molto legata a due colleghi militanti radicali, Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere, quest’ultimo definito da Bonino come l’amore più importante della sua vita, con cui ha avuto una relazione duratura di dieci anni.

L’ultimo ricovero a Roma

Recentemente, Bonino era stata ricoverata in ospedale a Roma. Il 7 settembre, è stata soccorsa a casa e trasportata in codice rosso all’ospedale Santo Spirito. Questo non è stato il suo primo ricovero nella struttura, avendo affrontato l’ultima degenza all’inizio del 2025 a causa di una insufficienza respiratoria, che richiese terapia intensiva. Stabilizzata, venne poi trasferita al San Filippo Neri.

Il tumore e la battaglia per la vita

Tumore al polmone, così lo annunciava dieci anni fa: “Recentemente mi sono sottoposta a controlli medici che hanno evidenziato la presenza di un tumore al polmone sinistro. Si tratta di una forma localizzata e asintomatica, ma richiederà un trattamento lungo e complesso di chemioterapia”. Nulla fermò la sua attività politica, e nel 2023 dichiarò di essere guarita dopo otto anni di battaglia contro il cancro, dimostrando la sua resilienza.

Dalla battaglia per l’aborto alla Camera

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, si laureò in Lingue e letterature moderne alla Bocconi. La sua carriera politica decollò nel 1975 con la fondazione del Centro di informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto, ai tempi in cui l’interruzione di gravidanza era ancora illegale. Un anno dopo, entrò alla Camera con il Partito radicale come la più giovane deputata italiana, segnando l’inizio di una lunga militanza a favore dei diritti civili.

Dall’Italia all’Europa, fino all’Onu

Negli anni ‘80 e ‘90, Bonino portò le sue battaglie oltre i confini italiani. Fu eurodeputata e si concentrò sulla lotta alla fame e sul disarmo. Lavorò all’Onu sulla moratoria della pena di morte e, nel 1995, entrò nella Commissione europea come commissaria alla Pesca e poi alla Responsabilità dell’Aiuto umanitario, diventando una voce influente dell’Europa in diverse crisi internazionali.

La corsa per il Quirinale

Bonino è stata più volte candidata per la Presidenza della Repubblica. Il suo nome emerse per la prima volta nel 1999 e tornò alla ribalta nel 2013, ricevendo diversi voti durante le elezioni per il successore di Giorgio Napolitano. Nonostante non sia mai stata eletta, rimase una figura di riferimento.

Dalla Farnesina a +Europa

Nel 2006, Romano Prodi la nominò ministra per le Politiche europee. È stata vicepresidente del Senato dal 2008 al 2013 e, dal 2013 al 2014, ha ricoperto il ruolo di ministra degli Esteri. Più tardi, nel 2017, fondò +Europa, continuando la sua lotta per i diritti, l’Europa e la giustizia, rimanendo una voce distintiva nel dibattito politico italiano.

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