La regolarizzazione degli immigrati in Spagna supera le attese con 900mila richieste

15.06.2026 14:45
La regolarizzazione degli immigrati in Spagna supera le attese con 900mila richieste

La regolarizzazione degli immigrati in Spagna supera le aspettative con 900.000 richieste

La regolarizzazione di persone immigrate in Spagna avviata da fine aprile ha raggiunto un numero record di 900.000 richieste, superando le previsioni del governo di Pedro Sánchez che erano comprese tra le 500.000 e le 750.000. La scadenza per presentare domande è fissata tra due settimane, riportano Attuale.

Le procedure di regolarizzazione si rivolgono a stranieri già residenti in Spagna e permetteranno loro di avere un permesso di lavoro e residenza legale per un anno, prorogabile per un secondo anno. Questo processo rappresenta per molti, in particolare per i cittadini sudamericani, un passo verso l’ottenimento della cittadinanza spagnola. La Spagna ha mantenuto un approccio più aperto nei confronti dell’immigrazione, contrariamente alle politiche restrittive di altri paesi europei. La questione immigrazione è centrale nel dibattito politico spagnolo.

Per poter presentare domanda, gli immigrati devono possedere un passaporto valido, essere arrivati in Spagna prima del 31 dicembre 2025, aver soggiornato nel paese per almeno cinque mesi in modo continuativo e non avere precedenti penali. I requisiti non sono particolarmente stringenti, ma mirano a stabilizzare migliaia di persone che già vivono e lavorano in Spagna in modo irregolare.

Tra le 900.000 domande presentate, circa 360.000 hanno già ricevuto conferma di ricezione, consentendo ai richiedenti di lavorare e risiedere legalmente. Il governo si è impegnato a fornire una risposta entro tre mesi dalla presentazione della domanda; in mancanza di risposta, la richiesta si considera approvata.

La Spagna non è nuova a questi processi, avendone attuati sei in passato. L’attuale regolarizzazione è stata sollecitata non solo da associazioni per i diritti degli immigrati e dalla Chiesa cattolica, ma anche da imprenditori e dal settore agricolo, sempre in cerca di manodopera.

Inizialmente, il Partito Popolare, di centrodestra, non si era opposto alla regolarizzazione, ma nel corso del tempo ha spostato le sue posizioni verso destra, avvicinandosi a quelle dell’estrema destra di Vox. Nelle regioni dove governano insieme, hanno approvato misure di “priorità nazionale” che favoriscono i nati in Spagna nell’accesso a servizi pubblici.

Diverse istituzioni regionali di centrodestra hanno criticato il processo di regolarizzazione, evidenziando problemi di gestione nelle prime settimane. La richiesta di un certificato di vulnerabilità ha causato lunghe code negli uffici pubblici e ritardi nella ricezione dei numeri di previdenza sociale per i nuovi registrati. Tuttavia, la situazione si è stabilizzata rapidamente e il processo ha ripreso a procedere senza intoppi.

Le stime indicano che il numero totale di richieste possa superare il milione, nonostante le previsioni iniziali delle ONG, che avevano stimato circa 840.000 immigrati irregolari. La maggior parte dei richiedenti proviene da paesi di lingua spagnola in Centro e Sud America; questi cittadini possono ottenere la cittadinanza spagnola dopo soli due anni di residenza legale, ridotto rispetto ai dieci anni richiesti agli altri.

Il governo prevede che questa regolarizzazione non solo consentirà ai nuovi immigrati di accedere a contratti di lavoro e servizi medici, ma anche di ridurre il lavoro nero, con una stima di benefici fiscali netti tra 3.300 e 4.000 euro all’anno per ogni immigrato regolarizzato.

Nonostante la regolarizzazione sia ancora in fase di monitoraggio, a maggio è stato registrato un numero record di lavoratori stranieri in Spagna, con un totale di 3,36 milioni, segnando un incremento di oltre 111.000 unità. Le analisi suggeriscono che le politiche migratorie stanno contribuendo significativamente alla crescita economica della Spagna, assolutamente più rapida di quella di altri grandi paesi europei.

Tuttavia, rimangono preoccupazioni relative alla carenza di alloggi, specialmente nelle grandi città, dove i prezzi delle case sono aumentati del 48% negli ultimi dieci anni. Questo è uno degli argomenti sollevati dalla destra contro le politiche che favoriscono la regolarizzazione degli immigrati, evidenziando le difficoltà di costruzione di nuove abitazioni in tempi rapidi.

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