Le dichiarazioni di Leone XIV in Spagna: un viaggio tra politica e diritti umani
Il viaggio di papa Leone XIV in Spagna, conclusosi il 12 giugno, ha suscitato forti aspettative, dovute sia alla pubblicazione della sua prima enciclica, un testo con forti connotazioni politiche, sia alla scelta di un paese che si è distinto negli ultimi anni per i suoi progressi sui diritti civili e la sua apertura verso le politiche migratorie, critica nei confronti della politica estera degli Stati Uniti, riporta Attuale.
Leone ha risposto alle domande principali, delineando il proprio profilo politico e dottrinale, ma ha deluso molti fedeli, che si aspettavano riferimenti agli scandali sessuali che hanno coinvolto il clero spagnolo. Ha dimostrato un approccio incisivo sui temi della politica internazionale, mantenendo però una prudenza su questioni interne alla Chiesa.
Nel discorso più atteso, quello al parlamento spagnolo, Leone ha ricevuto un applauso caloroso ma non ha soddisfatto del tutto nessuno. Ha inunciato la sua gratitudine verso re, governo e parlamentari per “la fedeltà al multilateralismo”, che favorisce l’impegno attivo per la pace. Ha ribadito che il diritto internazionale rappresenta l’unica via per risolvere le controversie statali, e ha criticato l’intervento armato degli Stati Uniti in Iran, ritenendolo ingiustificato dalla teoria della “guerra giusta”.
Queste affermazioni hanno avvantaggiato il premier socialista Pedro Sánchez, che ha cercato nel papa un alleato per rafforzare la sua posizione interna dopo recenti inchieste sul suo partito. A fine maggio, Sánchez aveva visitato il Vaticano per preparare il viaggio di Leone, descrivendo il papa come una “bussola morale” in ambito internazionale.
Tuttavia, Leone ha fatto dichiarazioni che potrebbero non essere state gradite a Sánchez, suscitando critiche dai suoi avversari. Ha affermato che “la fede non deve imporre privilegi o coercizioni ma non può essere relegata al silenzio, come se fosse irrilevante nella vita pubblica”. Un passaggio ha attirato particolare attenzione: “Ogni vita umana deve essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto” in riferimento a aborto ed eutanasia, temi regolati in Spagna da leggi approvate da governi di sinistra.
Le affermazioni di Leone sull’accoglienza dei migranti hanno colpito anche i partiti di destra, come il Partito Popolare e Vox, che hanno chiesto una “accoglienza rispettosa e possibilità reali di integrazione”. Durante la visita alle Isole Canarie, un’importante rotta per le imbarcazioni di migranti, ha espresso la speranza che la storia non accusi l’Europa di trasformare “il dolore di chi soffre in un paesaggio abituale delle nostre coste.”
Rivolgendosi all’Europa, ha dichiarato che “non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi”. Nel contesto attuale, il governo spagnolo ha recentemente approvato un piano straordinario di legalizzazione per 500mila immigrati, fortemente criticato da gruppi di destra.
Durante il suo soggiorno, Leone ha esplorato il concetto di “giustizia” rispetto a quanto è legale, affermando che ciò che è legale dev’essere valutato anche sulla base della moralità. Ha ripetutamente sottolineato il concetto di “dignità umana,” rifiutando politiche basate sulla “imposizione della forza.”
Leone ha citato la “scuola di Salamanca,” un movimento teologico del XVI secolo, sottolineando i diritti delle persone indigene come soggetti di diritti, in un periodo di conquiste imperiali. “La dignità, la giustizia e il bene comune” devono guidare le relazioni sociali, ha affermato, delineando i confini da rispettare per il potere degli Stati.
Infine, il papa ha mostrato una certa cautela riguardo ai temi degli abusi sessuali all’interno della Chiesa spagnola. Negli ultimi anni, una inchiesta di un’importante testata ha rivelato che oltre 3mila persone sono state vittime di abusi. Durante il suo viaggio, ha incontrato alcune delle vittime, sottolineando la necessità per ogni persona colpita di ricevere ascolto e sostegno, ma evitando di inquadrare la questione in termini di vittime e crimini. Tale approccio ha scatenato critiche in alcuni settori della stampa, evidenziando le discrepanze nel linguaggio usato per i migranti e per le vittime nella Chiesa.