Violenza e proteste in Irlanda del Nord dopo accoltellamento di un uomo da parte di un profugo
LONDRA – Un accoltellamento avvenuto a Belfast, in cui un uomo di circa 40 anni è stato ferito gravemente da un profugo sudanese, ha innescato violenti proteste e disordini in Irlanda del Nord e in varie città del Regno Unito. Le strade si sono riempite di manifestanti, il traffico è stato bloccato e le forze di polizia sono intervenute in massa. Scene di intolleranza e migrazione, culminate con gruppi di manifestanti che hanno assaltato un edificio per migranti, hanno creato un’atmosfera di crescente tensione, aggravata dalla recente tragica morte di un giovane bianco, Henry Nowak, vittima di un’incomprensione razziale, riporta Attuale.
L’uomo accoltellato è ricoverato in condizioni critiche e l’aggressore, ora incriminato per tentato omicidio, è stato ripreso in un video mentre aggrediva la vittima, già immobilizzata a terra. Sono stati alcuni passanti, uno armato di mazza da curling, a intervenire per fermarlo fino all’arrivo della polizia, evitando un esito ancor più tragico.
Il primo ministro Keir Starmer ha condannato l’accaduto come “ripugnante”, promettendo che non ci sarà tolleranza per questo tipo di violenza. Tuttavia, l’opposizione critica la sua risposta, con la leader dei conservatori Kemi Badenoch che lo accusa di non agire in modo decisivo. La richiesta di chiarimenti da parte di Nigel Farage ha spinto il capo della polizia dell’Irlanda del Nord, Jon Boutcher, a rivelare dettagli sul presunto aggressore, che avrebbe raggiunto la Francia dalla Somalia nel febbraio 2023 e poi, attraverso Dublino, sarebbe giunto a Belfast, dove ha successivamente ricevuto un visto quinquennale.
Emma Little-Pengelly, vicepremier nordirlandese, ha lanciato un appello per il ripristino della calma, esortando a evitare la violenza, mentre la ministra della giustizia, Naomi Long, ha sottolineato che “non c’è posto per teppisti mascherati” nelle strade del Paese, esortando i cittadini a non lasciare che l’odio prevalga.
I disordini si stanno diffondendo oltre Belfast: in Scozia il ponte di Glasgow è stato chiuso al traffico, mentre a Edimburgo e Southampton si sono registrate manifestazioni violente contro gli immigrati. La situazione è in evoluzione, con le autorità che monitorano attentamente gli sviluppi.