Ungheria: il governo Orbán segna una nuova rotta verso l’Europa
A due mesi dall’inizio del nuovo governo ungherese, la vicepremier e ministra degli Esteri Anita Orbán ha tracciato un bilancio dei cambiamenti nel paese, affermando che l’Ungheria ha smesso di essere un “bastone tra le ruote” per diventare un “ingranaggio” dell’Unione Europea. In un’intervista presso l’Accademia d’Ungheria a Roma, ha evidenziato che il recente consenso a favore del piano di ripresa e resilienza da parte del Consiglio Ecofin rappresenta un passo significativo verso l’integrazione europea, riporta Attuale.
Anita Orbán, 52 anni, madre di tre figli e con un master in economia e diplomazia conseguito negli Stati Uniti, ha dichiarato che il clima attuale in Ungheria è cambiato: gli ungheresi sono diventati più ottimisti riguardo al futuro. “Se c’è una data in cui posso dire che siamo tornati in Europa, è oggi,” ha affermato, sottolineando che l’Ungheria è stata invitata a partecipare alla riunione degli Amici dei Balcani occidentali, un evento significativo per il paese.
Tuttavia, la vicepremier ha riconosciuto che la sfida principale rimane l’economia, eredita di un deficit vicino all’8% e caratterizzata da una delle economie più povere e corrotte dell’Unione Europea. “È un compito difficile,” ha affermato, in riferimento alla necessità di riforme radicali.
Riguardo alle modifiche costituzionali adottate, Orbán ha risposto alle critiche dicendo: “Stiamo creando una società basata sullo Stato di diritto attraverso strumenti legali. Il governo precedente aveva istituito norme che ostacolavano questo percorso.” Ha citato l’abbattimento di istituzioni che danneggiavano la società civile, come l’autorità per la sovranità, considerata una minaccia per la libertà di espressione e l’informazione.
Quando le è stata chiesta la posizione dell’Ungheria riguardo all’invio di armi all’Ucraina, ha dichiarato che il mandato del suo elettorato è chiaro: sostenere l’Ucraina attraverso aiuti umanitari e sanzioni, piuttosto che fornire armi. “Gli ungheresi non vogliono inviare armi,” ha sostenuto.
In merito ai diritti della minoranza ungherese in Transcarpazia, ha affermato che la questione è fondamentale nel contesto della candidatura dell’Ucraina per l’adesione all’Unione Europea, ribadendo il supporto per un’adesione basata su criteri di merito.
In relazione al dialogo con la Russia, ha affermato che la posizione geografica e storica della Russia la rende un partner importante per l’Europa. “Cerchiamo un rapporto pragmatico tra nazioni sovrane,” ha concluso, evidenziando la necessità di mantenere linee di comunicazione aperte.