Ucraina Intensifica gli Attacchi Contro la Rete Energetica Russa, Nuovo Comando Speciale Creato da Zelensky
Una nuova offensiva ucraina ha avuto luogo nella notte tra giovedì e venerdì, con droni che hanno colpito infrastrutture petrolifere nel sud della Russia, segnando un’evidente escalation nel conflitto. Gli attacchi hanno coinvolto la raffineria di Ilsky nella regione di Krasnodar e due depositi di prodotti petroliferi ad Azov, provocando incendi. Le autorità russe affermano di aver abbattuto 376 droni e che non ci sono state vittime, riporta Attuale.
Questi attacchi hanno messo in luce i problemi crescenti all’interno del settore energetico russo. Il vicepremier Aleksandr Novak ha riconosciuto la presenza di “problemi e carenze” nel mercato dei carburanti, evidenziando lunghe code alle stazioni di servizio e impianti temporaneamente chiusi per riparazioni. Allo stesso tempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di aver creato un comando speciale dedicato agli attacchi in profondità contro la Russia, il quale avrà il compito di concentrarsi su obiettivi strategici per ridurre la capacità bellica russa.
In risposta a questa pressione, Mosca ha deciso di vietare le esportazioni di diesel almeno fino alla fine del mese, dopo settimane di attacchi a raffinerie e depositi. Un alto dirigente del settore energetico russo ha dichiarato al Financial Times che “ci sono ora molti più droni diretti verso un singolo obiettivo rispetto a prima”, descrivendo il nuovo scenario come la “nuova normalità”.
Dall’altra parte, Kiev sostiene che la sua campagna di attacchi sia una misura di risposta agli attacchi russi contro il sistema energetico ucraino. Secondo l’operatore elettrico ucraino Ukrenergo, gli attacchi russi sono aumentati del 36% nel 2026 rispetto allo scorso anno, portando a perdite stimate in 90 miliardi di grivnie, corrispondenti a circa 1,7 miliardi di euro, e alla perdita di circa metà della capacità di produzione elettrica del Paese. Il comandante in capo Oleksandr Syrskyi ha affermato che le forze ucraine sono riuscite a dimezzare il ritmo dell’avanzata russa, sebbene la pressione sul Donbass rimanga alta.
A Kramatorsk, una città chiave nell’est dell’Ucraina, sette attacchi aerei russi hanno ucciso quattro civili, tra cui un ragazzo di 14 anni e la sua sorella di 18, e ferito altri nove. Questo dimostra che, nonostante le affermazioni di Kiev riguardo a un rallentamento della guerra, Mosca continua a infliggere danni pesanti alle aree civili lungo il fronte orientale. In Polonia, il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz ha riposto fiducia nei missili Patriot inviati in Ucraina, affermando: “Preferisco che intercettino proiettili sopra l’Ucraina piuttosto che missili russi colpire la Polonia”.
Internamente, la situazione politica in Ucraina resta tesa. La Corte Suprema ha confermato le sanzioni imposte da Zelensky contro l’ex presidente Petro Poroshenko, segno di una crescente erosione dello stato di diritto, contestata dai legali e dagli oppositori. Scontri recenti a Leopoli durante i controlli stradali per il reclutamento militare hanno riacceso il malcontento tra la popolazione, aggravato da anni di guerra.
In ambito europeo, il 14 luglio si attende un progresso nei negoziati di adesione dell’Ucraina e della Moldova all’Unione Europea, mentre Bruxelles valuta anche un prestito di 90 miliardi di euro per l’acquisto di armi britanniche da parte di Kiev. Tuttavia, il cammino verso la piena integrazione europea rimane complesso, con numerose questioni ancora irrisolte.