Proteste a Tirana contro il resort legato alla famiglia Trump, il premier Rama risponde ai cittadini

09.07.2026 09:45
Proteste a Tirana contro il resort legato alla famiglia Trump, il premier Rama risponde ai cittadini

Proteste in Albania contro il progetto di resort di lusso legato a Jared Kushner

Da oltre un mese, migliaia di albanesi manifestano quotidianamente a Tirana contro la costruzione di un resort di lusso nel sud del Paese, vicino a un’area protetta, connesso alla società di Jared Kushner, genero dell’ex presidente americano Donald Trump. Le manifestazioni si sono evolute in contestazioni più ampie contro il governo socialista guidato dal premier Edi Rama, il quale ha affermato di aver preso sul serio le preoccupazioni dei cittadini, paragonando la situazione attuale alla protesta studentesca del 2018, riporta Attuale.

Con il passare del tempo, le proteste hanno assunto una nuova dimensione, trasformandosi da una mera preoccupazione ambientale a una contestazione politica, avanzata da una coalizione di opposizione e attori politici, unendosi a una dimensione globale di opposizione a Trump. Rama ha commentato che il nome Trump è diventato una fonte di indignazione, trasformando l’Albania in un campo di battaglia tra forze pro e contro l’ex presidente, spesso oscurando i veri dibattiti albanesi riguardanti l’ambiente e lo sviluppo.

Il governo albanese sostiene di non poter fermare un progetto che non esiste ancora in forma definitiva. Rama ha chiarito che non c’è permesso di costruzione in corso e che l’annullamento di un progetto non ancora formalizzato non rientra nelle responsabilità governative. Ha espresso la speranza che il progetto definitivo possa rompere con il passato, combinando turismo e protezione ambientale, rispettando elevati standard europei.

Nonostante l’assenza di una costruzione ufficiale, le proteste continuano e i manifestanti chiedono le dimissioni del premier, il quale difende la legittimità della sua posizione, sottolineando che in democrazia le dimissioni non sono decise tramite ultimatum, ma attraverso il voto dei cittadini. “La reazione popolare va ascoltata,” ha dichiarato, “ma lo Stato non può essere governato con il telecomando dei social network.”

Rama ha anche risposto alle accuse di corruzione e mala gestione interna, ammettendo che sebbene ci siano problemi reali, come le pensioni basse e un sistema sanitario carente, l’Albania ha fatto progressi notevoli e mai come ora è vicina all’Unione Europea.

In un contesto in cui le tensioni sociali crescono, la richiesta di trasparenza, dialogo e fatti si fa sempre più sentire. Rama ha invitato a un confronto costruttivo con i manifestanti, rassicurando che continueranno a verificare qualsiasi sviluppo per garantire che rispetti l’interesse pubblico e legale della nazione.

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