Il senatore Verini: “Report non è di sinistra, il governo teme la verità”

17.08.2026 06:35
Il senatore Verini: "Report non è di sinistra, il governo teme la verità"

Attentato a Sigfrido Ranucci: la posizione del senatore Walter Verini

Alla luce degli sviluppi sull’inchiesta riguardante l’attentato a Sigfrido Ranucci e l’arresto di Valter Lavitola come presunto mandante, il senatore dem Walter Verini, capogruppo in Commissione Antimafia, distingue nettamente tra gli errori di frequentazione del conduttore e le ingerenze della politica, riporta Attuale.

Verini sottolinea che “c’è un fatto acclarato: un attentato ai danni di Ranucci che poteva avere conseguenze drammatiche. Ranucci è la vittima di questo attentato e merita la solidarietà.” Sebbene riconosca che “ha fatto errori di frequentazione: con un personaggio come Lavitola non bisognerebbe prendere neanche un caffè,” egli afferma che l’istruttoria e il comitato etico confermano che questo rapporto non ha creato né prodotto interferenze nei servizi di Report.

In merito all’interferenza politica, Verini afferma: “Report è un fiore all’occhiello dell’informazione e del servizio pubblico e ha rappresentato e rappresenta un riferimento fondamentale nel giornalismo di inchiesta. Sarebbe inaccettabile che la politica decidesse di cacciare Ranucci per colpire una trasmissione che dà fastidio.” Sottolinea che qualsiasi decisione debbano prenderla Ranucci e la sua redazione insieme.

Rispondendo alle richieste di sospensione da parte della destra, dichiara: “Sono da respingere al mittente gli attacchi di Matteo Salvini e di qualche esponente della destra. Si distingue come sempre Salvini, ma anche Maurizio Gasparri e ambienti di Fratelli d’Italia. C’è un’allergia di questa destra a tutto quello che è controllo, contropotere e peso e contrappeso in una democrazia liberale.” Verini critica l’utilizzo dell’errore di Ranucci come pretesto per “normalizzare” una trasmissione che non guarda in faccia a nessuno.

Riguardo alle accuse di orientamento a sinistra di Report, Verini sostiene: “Report non è una trasmissione di sinistra: ha trattato vicende scomode anche per il centrosinistra, dalla sanità regionale a casi come quello di Matteo Renzi. Dire che è di sinistra è un pretesto per voler normalizzare una trasmissione che semplicemente non guarda in faccia a nessuno.”

La questione ha suscitato anche le reazioni di Ruotolo e dell’ex senatore Zanda. Verini ha elogiato Ruotolo per aver denunciato alla Commissione europea il tentativo di Salvini di far cacciare Ranucci, evidenziando la violazione del Media Freedom Act. Sulle opinioni di Zanda, ha affermato che si tratta di posizioni legittime di un dirigente illustre, ma che la linea dei dirigenti attivi è chiara: “difendere l’autonomia della redazione.”

Verini ha anche commentato i cambiamenti nel panorama mediatico italiano, sottolineando: “Un tempo la lottizzazione garantiva comunque competizione e maestri del giornalismo. Questa destra invece si comporta non come chi governa, ma come chi ha preso il potere per preservarlo dai controlli.”

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