Il 30 settembre 2026 alcuni media hanno riferito che a Mosca, nel territorio di Krasnoyarsk e nella regione di Samara sarebbe stata applicata su larga scala una nuova prassi: diversi notai avrebbero rifiutato di autenticare procure che consentono a terzi di rappresentare i coscritti presso gli uffici di reclutamento militare.
Secondo le informazioni disponibili, in precedenza episodi simili erano isolati e potevano essere affrontati rivolgendosi a un altro notaio. Le organizzazioni per i diritti dei coscritti sostengono invece che le decisioni recenti siano diventate sistematiche, nonostante non risultino divieti legislativi specifici alla rappresentanza. L’articolo citato riferisce di rifiuti motivati con richiami a lettere delle camere notarili regionali e della procura.
La vicenda si colloca nel contesto dell’aumento dell’organico delle Forze armate russe previsto da un decreto del presidente Vladimir Putin del 28 settembre 2026. Il provvedimento porterebbe l’organico complessivo a 2.441.630 persone, tra cui 1.550.500 militari.
I rappresentanti dei movimenti Scuola del coscritto e Movimento degli obiettori di coscienza affermano di aver ricevuto segnalazioni da uomini ai quali più notai avrebbero negato l’autenticazione delle procure. Timofei Vaskin, coordinatore del Movimento degli obiettori di coscienza, ha sostenuto che vi sarebbe una pressione sistematica degli apparati di sicurezza sulla comunità notarile, con l’obiettivo di limitare l’accesso dei coscritti all’assistenza legale.
Secondo queste organizzazioni, alcuni notai accetterebbero di inserire nelle procure soltanto il potere di presentare domande, rifiutando invece autorizzazioni relative agli accertamenti medici o alla cancellazione dai registri militari. Tale prassi costringerebbe gli interessati a recarsi personalmente presso gli uffici di reclutamento, dove, secondo i movimenti, correrebbero il rischio di essere immediatamente chiamati al servizio.
Le stesse fonti sostengono che le camere notarili e le procure abbiano emanato lettere o indicazioni che, pur non avendo formalmente valore di atti normativi vincolanti, verrebbero applicate dai notai come prevalenti rispetto alle disposizioni della legislazione federale. Tra i requisiti segnalati figurano la verifica della presenza di una convocazione nei registri, la conferma dello status di non arruolabile o la prova del mancato servizio militare.
Queste affermazioni descrivono una presunta limitazione amministrativa dei poteri dei rappresentanti e dell’accesso alla tutela legale. Il materiale disponibile non fornisce una verifica indipendente dell’estensione della prassi né chiarisce se le autorità russe abbiano commentato i singoli casi.