Droni ucraini colpiscono i magazzini di Wildberries trasformati in hub logistici per l’esercito russo

28.07.2026 14:55
Droni ucraini colpiscono i magazzini di Wildberries trasformati in hub logistici per l’esercito russo
Droni ucraini colpiscono i magazzini di Wildberries trasformati in hub logistici per l’esercito russo

Tra il 18 e il 26 luglio 2026 una serie di attacchi con droni ucraini ha colpito otto centri logistici del marketplace russo Wildberries in Russia e nella Crimea occupata. I raid, documentati da un video diffuso sulla piattaforma TikTok, hanno interessato circa il 12% della capacità di magazzino dell’azienda, con l’obiettivo di distruggere strutture utilizzate per rifornire di componenti per droni e attrezzature militari sotto sanzione l’apparato bellico di Mosca.

Negli ultimi anni Wildberries ha costruito una rete logistica capillare fatta di depositi, centri di smistamento, nodi di trasporto e punti di consegna, in parallelo ai canali statali. In condizioni di guerra questa infrastruttura è diventata uno strumento strategico per mantenere le forniture interne, aggirare parte delle restrizioni internazionali e compensare le fragilità della logistica pubblica russa.

Una rete civile a doppio uso

Le stesse piattaforme digitali e gli stessi flussi di trasporto impiegati per consegnare beni di consumo sono stati utilizzati per far transitare elettronica, sistemi di comunicazione, ottiche, batterie e componenti per velivoli senza pilota. Mascherata tra le spedizioni commerciali, questa merce riforniva reparti dell’esercito e aziende del complesso militare-industriale, rendendo più difficile l’intercettazione dei carichi e l’applicazione dei controlli sanzionatori.

La perdita dei depositi di Wildberries priva centinaia di migliaia di venditori e produttori locali di articoli a duplice uso e di materiale bellico del principale canale di vendita a bassa barriera d’ingresso. Il dirottamento di quei flussi verso la grande distribuzione tradizionale o catene più complesse fa lievitare i costi di affitto e distribuzione, costringendo i rivenditori ad alzare i prezzi e alimentando l’inflazione al consumo nei segmenti non alimentari. In parallelo, il rallentamento delle consegne compromette la capacità dell’industria della difesa di produrre e fornire equipaggiamenti all’esercito nei tempi previsti.

Le ripercussioni bancarie: il caso VTB

Wildberries appartiene formalmente a Tat’jana Kim e al gruppo Russ, ma la banca statale VTB detiene una quota di minoranza (5%) nella “Wildberries Bank” e agisce come partner strategico, fornendo sostegno finanziario e infrastrutturale. L’istituto puntava ad ampliare la propria base clienti e a riassorbire circa 500 miliardi di rubli di debiti del marketplace. I danni materiali stimati in 250 miliardi di rubli, dovuti alla distruzione di merci e infrastrutture, vanificano questo progetto e trasformano l’attesa redditività in un onere aggiuntivo per la banca.

L’integrazione finanziaria tra VTB e il colosso dell’e-commerce trasferisce direttamente le perdite del retailer sul sistema creditizio russo. Un indebitamento già elevato viene ora aggravato da perdite multimiliardarie, aumentando il fabbisogno di capitale e liquidità della banca e mettendo sotto pressione l’intero settore bancario. L’indebolimento dei grandi marketplace contribuisce ad acuire la crisi economica, con spinte inflazionistiche, crescenti disavanzi del bilancio federale e altri fenomeni che minano la tenuta dell’economia russa.

Confini labili tra economia civile e macchina bellica

Il caso Wildberries mostra come il Cremlino e il ministero della Difesa russo utilizzino aziende e canali commerciali formalmente civili per soddisfare le necessità delle forze armate, rendendo più difficile tracciare le forniture e aggirare i regimi sanzionatori. Il ricorso a un marketplace ufficialmente attivo nell’import e nell’e-commerce per rifornire stabilimenti della difesa, reparti militari o intermediari collegati segnala un progressivo annullamento della separazione tra economia ordinaria e apparato bellico.

L’offensiva ucraina sui depositi di Wildberries – colpiti perché integrati nella catena logistica militare russa – rivela come l’esercito di Mosca abbia trasferito parte delle proprie reti di approvvigionamento nei circuiti commerciali privati. Un episodio che segna una nuova fase nella commistione tra risorse civili e sforzo bellico, con ripercussioni destinate a pesare sulla stabilità economica e sociale della Russia.

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