Gli Houthi lanciano un missile balistico contro Israele, segnando un cambio di rotta nella guerra in Medio Oriente
Sabato mattina gli Houthi hanno lanciato il loro primo missile balistico contro Israele, entrando così nella guerra in Medio Oriente. Alleati dell’Iran, gli Houthi governano gran parte dello Yemen e fanno parte dell’Asse della Resistenza, una rete di milizie sostenute dall’Iran. La loro decisione di intervenire potrebbe complicare significativamente gli obiettivi di Stati Uniti e Israele, nonostante la scarsa capacità militare degli Houthi, in gran parte legata all’importante controllo geografico dello stretto di Bab el Mandeb, riporta Attuale.
Lo stretto di Bab el Mandeb gestisce l’accesso al Mar Rosso, una strategica via di transito per il commercio di petrolio. Attualmente, una parte significativa del petrolio e del gas naturale trasportati via mare proviene dal Golfo Persico, ma dopo la chiusura dello stretto di Hormuz, il petrolio viene trasferito attraverso l’oleodotto Est-Ovest dall’Arabia Saudita al Mar Rosso. Quest’oleodotto rappresenta solo una frazione delle esportazioni precedenti, ma è una vitale alternativa.
Se gli Houthi iniziano a colpire le navi nel tratto di Bab el Mandeb, la capacità delle nazioni del Golfo di esportare petrolio verso l’Asia sarebbe gravemente compromessa. Il mar Rosso rappresenta circa il 9% di tutto il petrolio commerciato via mare nel mondo e l’8% del gas naturale liquefatto. Un eventuale blocco intensificherebbe la già incerta crisi energetica globale.
Nonostante il potenziale per un attacco significativo, gli Houthi hanno un delicato equilibrio strategico da mantenere. Dal 2014, governano la parte principale dello Yemen dopo aver innescato una guerra civile contro il governo riconosciuto a livello internazionale, supportato da vari stati arabi, tra cui l’Arabia Saudita. Da allora, gli Houthi sono riusciti a rivendicare il controllo su circa il 75% della popolazione yemenita e la capitale Sanaa, mentre il governo ufficiale è confinato in una parte meno popolosa ma ricca di risorse energetiche.
A partire dalla fine del 2023, in risposta agli eventi in Gaza, gli Houthi avevano iniziato a lanciare razzi contro le navi commerciali nel Mar Rosso, alla luce della solidarietà con i palestinesi. Tuttavia, questi attacchi hanno provocato preoccupazioni internazionali e risposta militare da parte di diverse nazioni, inclusi gli Stati Uniti. Tale escalation ha subito un ridimensionamento con un accordo di cessate il fuoco raggiunto a maggio 2025.
Nonostante le speculazioni che collegavano il missile di sabato agli attacchi a Israele, gli Houthi fino a quel momento erano rimasti inattivi in guerra. Alcune analisi suggeriscono diverse motivazioni alla base della loro iniziale riluttanza, tra cui il desiderio di mantenere forze in riserva e la difficile situazione economica interna dello Yemen, che complica un intervento diretto in un nuovo conflitto internazionale.
La scelta di colpire Israele, piuttosto che compromettere il Mar Rosso, potrebbe indicare un approccio più cauto da parte degli Houthi, volendo evitare rappresaglie pesanti da parte degli Stati Uniti. La situazione rimane fluida e gli sviluppi futuri determineranno l’intensità della loro partecipazione al conflitto, mantenendo sempre sotto osservazione le ripercussioni geopolitiche che un coinvolgimento diretto nel blocco del commercio marittimo potrebbe comportare.
Inoltre, poiché il Mar Rosso è una rotta chiave anche per il petrolio russo, vi è un’interconnessione di interessi economici e politici che leva ulteriore complessità al quadro globale. Questa intricata rete potrebbe indurre gli Houthi a riservare la chiusura dello stretto come ultima opzione, mantenendo così un profilo più basso nell’immediato in virtù di considerazioni economiche e strategiche.
Ma che ca**o sta succedendo? Gli Houthi che attaccano Israele, ora la situazione diventa davvero pericolosa. È incredibile pensare a come questo possa influenzare i mercati del petrolio e la sicurezza globale. Mi fa rabbrividire!!! Un altro conflitto che rischia di diventare un groviglio indistricabile.