Trump non fornisce chiare indicazioni sulla guerra in Medio Oriente
Il discorso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, tenuto mercoledì sera, non ha risposto a molte delle domande riguardanti la guerra in Medio Oriente. Trump ha lodato l’esercito statunitense e i presunti successi della sua amministrazione, ha minimizzato l’impatto della guerra sui prezzi della benzina e ha ribadito la necessità di eliminare la «minaccia» iraniana, riporta Attuale.
Quanto durerà?
Trump ha evitato di fornire scadenze precise per la conclusione del conflitto, affermando solamente che «nelle prossime due o tre settimane li colpiremo duramente», con riferimento al regime iraniano. Ha dichiarato: «li riporteremo all’età della pietra, a cui appartengono», e ha indicato che gli Stati Uniti si avvicinano a completare i loro obiettivi «tra poco, tra molto poco».
Non è stata menzionata alcuna operazione di terra, nonostante si discuta da giorni di un possibile invio di circa 5.000 marines in Medio Oriente.
Quali sono, quindi, questi obiettivi?
Nel corso del conflitto, Trump ha cambiato ripetutamente posizione, spesso in una stessa giornata, cercando di mantenere aperta una via di uscita che non sembri una sconfitta. Nel suo recente discorso, ha affermato che gli obiettivi riguardano principalmente le capacità militari e nucleari del regime iraniano. Ha detto: «La loro marina è andata. La loro aviazione è in rovina. I loro leader, la maggior parte… è morta». Nonostante le sue affermazioni, l’Iran continua a lanciare missili verso i paesi del Golfo e ha dimostrato di poter colpire obiettivi anche molto lontani.
Trump ha sottolineato l’importanza di ridurre al minimo le capacità iraniane di sviluppare armi nucleari, ma non ha chiarito come intende raggiungere tale obiettivo. Le scorte di uranio iraniane si trovano a notevoli profondità sotterranee, e sebbene gli Stati Uniti abbiano bombardato alcune di queste con bombe “bunker buster”, non è chiaro l’impatto di tali operazioni.
Recentemente si era ipotizzato un possibile invio di truppe di terra per garantirsi il controllo su queste scorte, ma Trump ha omesso di parlarne, riconoscendo la complessità e i rischi connessi a tale operazione. In una contraddizione, ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero già «annientato» i siti nucleari iraniani durante la guerra di 12 giorni della scorsa estate.
Trump ha infine dichiarato che il regime change non è mai stato un obiettivo dell’amministrazione, contraddicendo le sue affermazioni iniziali durante il conflitto.
E lo stretto di Hormuz?
Con l’inizio della guerra, l’Iran ha chiuso lo stretto di Hormuz, bloccando circa un quinto del petrolio mondiale e causando un’impennata dei prezzi. Nel suo intervento, Trump ha affermato che la chiusura non sia di particolare interesse per gli Stati Uniti, suggerendo due misure: «Numero 1, comprate il petrolio dagli Stati Uniti. Numero 2, fatevi un po’ di coraggio tardivo… andate nello stretto e prendetevelo, usatelo per voi». Tuttavia, i suoi alleati della NATO non hanno risposto positivamente alle richieste di inviare truppe a protezione delle petroliere, alimentando il malcontento di Trump.
Sui prezzi della benzina
Negli Stati Uniti, il prezzo della benzina ha raggiunto i 4 dollari al gallone. Trump ha cercato di tranquillizzare gli elettori, affermando che l’aumento è temporaneo, ma esperti avvertono che la crisi potrebbe rivelarsi di lunga durata. Inoltre, l’instabilità nella regione ha già impattato negativamente su diversi settori, compresi i fertilizzanti.
Nel tentativo di convincere un elettorato generalmente scettico nei confronti degli interventi esteri, Trump ha paragonato la guerra attuale a conflitti passati, come le guerre mondiali e le guerre in Vietnam e Corea. Tuttavia, i mercati hanno reagito negativamente, evidenziando un disinteresse per una rapida risoluzione della crisi.
E i negoziati?
Trump ha menzionato i negoziati in modo vago, affermando che la nuova leadership iraniana è «molto più ragionevole», senza specificare con chi stanno dialogando, né facendo riferimento a un piano in 15 punti precedentemente presentato. Finora, il regime iraniano ha negato di voler avviare colloqui o fare concessioni agli Stati Uniti.
Infine, Trump ha avvertito che colpirà «ogni singola centrale elettrica dell’Iran» se non si raggiungerà un accordo.
Le reazioni
Diverse reazioni sono venute dagli Stati Uniti, con parlamentari Democratici che hanno criticato aspramente il discorso di Trump. Yassamin Ansari ha definito «vile e crudele» la proposta di riportare l’Iran «all’età della pietra». Tra i Repubblicani, alcuni hanno accolto favorevolmente il discorso, mentre altri si sono detti insoddisfatti, sottolineando la mancanza di chiarezza sugli obiettivi futuri.
Entro la fine di aprile, sarà necessario ottenere l’approvazione del Congresso per continuare le operazioni militari, vedendo i Repubblicani in una posizione di maggioranza in entrambe le Camere.