Rientro sicuro del pilota USA in Iran dopo l’abbattimento del caccia F-15
Le forze armate degli Stati Uniti hanno salvato un pilota dell’Aeronautica militare, disperso due giorni fa in Iran, dopo che il suo caccia F-15E Strike Eagle era stato abbattuto. L’operazione di salvataggio è avvenuta nella notte tra sabato e domenica e ha coinvolto centinaia di uomini e un ampio dispiegamento di aerei e mezzi di intelligence, con il saldo del pilota descritto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, come «ferito, ma se la caverà», riporta Attuale.
Durante la missione, le forze speciali statunitensi hanno dovuto affrontare un pesante conflitto a fuoco e hanno distrutto due aerei di salvataggio per evitare che finissero nelle mani nemiche. Il pilota aveva trovato rifugio con poco più di una pistola e disponeva di un radiofaro per coordinarsi con i soccorritori, mentre le forze statunitensi impedivano convogli iraniani di avvicinarsi all’area del recupero.
Secondo le informazioni riportate, aerei da attacco americani hanno sparato contro i convogli irrilevanti per mantenere la zona libera da forze avversarie. Tuttavia, dopo il recupero del pilota, due aerei da trasporto statunitensi sono stati immobilizzati a causa di ragioni ancora non chiarite; a tal punto, è stata decisa l’entrata in azione di tre nuovi aerei per completare l’operazione e i due aerei danneggiati sono stati distrutti per non lasciarli in mani nemiche.
Si suggerisce che anche la popolazione locale potrebbe aver fornito supporto al pilota, essendo l’area in cui è avvenuto l’abbattimento del caccia nota per la forte opposizione al regime iraniano. Non si esclude che la CIA possa aver partecipato attivamente nel facilitare i contatti tra le forze statunitensi e i civili, un processo noto come “recupero assistito non convenzionale”, secondo quanto riportato dal New York Times.
Il conflitto in corso in Iran continua a sollevare preoccupazioni e tensioni a livello internazionale, mentre gli Stati Uniti cercano di mantenere una posizione attiva nel garantire la sicurezza dei propri militari sul terreno.