Questa sera, 14 aprile, si svolgerà l’assemblea dei deputati di Forza Italia, che deciderà il nuovo capogruppo alla Camera, con l’uscente Paolo Barelli che lascerà il suo posto a Enrico Costa, noto per la sua capacità di mediazione con la minoranza interna. Barelli ha recentemente rivendicato che Costa è tornato tra gli azzurri grazie a lui, ma ora si profila un cambio significativo nel vertice del gruppo, riporta Attuale.
Alle otto di questa sera, l’assemblea scioglierà il nodo della presidenza del gruppo alla Camera. Enrico Costa, il quale ha iniziato la sua carriera con Azione, è considerato una figura di compromesso, soprattutto in un contesto in cui la minoranza interna spingeva per altre candidature come Mulè, Bergamini o Cappellacci. «È un liberale», affermano fonti parlamentari, «non è quello che ci aspettavamo ma non ci dispiace. Costa è bravo».
Il resto dell’accordo
La dinamica interna di Forza Italia è complessa, con il futuro di Barelli ancora in bilico. Il suo destino si intreccia con le dimissioni della ministra Santanché e del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, che sono stati costretti a fare un passo indietro dopo la recente sconfitta referendaria e l’inizio di un processo di rinnovamento nel partito. Barelli potrebbe assumere un ruolo di sottosegretario in un ministero senza portafoglio, mantenendo la sua posizione alla guida della Federnuoto.
Per ora, si parla di due possibili scenari: una coabitazione tra Barelli e Matilde Siracusano, che potrebbe rimanere nel suo ruolo attuale, oppure il trasferimento di Siracusano al Ministero della Cultura, nel posto precedentemente occupato da Gianmarco Mazzi. Fonti interne rivelano che Siracusano non è pienamente convinta di questo secondo scenario e ha dichiarato di non aver ancora ricevuto notifiche ufficiali riguardanti un suo possibile trasferimento.
La questione dei sottosegretari potrebbe trovare una soluzione giovedì, in occasione del Consiglio dei ministri. Tuttavia, in Forza Italia rimane aperta la questione congressi, su cui, al momento, non sembra esserci una mediazione consolidata. Questo è stato discusso sia in un incontro di venerdì tra i familiari di Berlusconi e il vicepremier, sia in un incontro specifico sul dossier avvenuto ieri tra la presidente di Mondadori e Alberto Cirio. «Sarà un corpo a corpo», prefigura un influente esponente del partito.
È previsto per domani un incontro tra il segretario Tajani e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, che è molto apprezzato dalla minoranza e dai familiari di Berlusconi. Inizialmente considerato per il ruolo di capogruppo, Mulè potrebbe ora aspirare a un possibile incarico di vicesegretario di Forza Italia.
La scelta della sede Mediaset per l’incontro con i figli del Cavaliere non è stata casuale, come rivelato da fonti vicine alla minoranza e alla famiglia fondatrice del partito: «C’è sempre un motivo. Se Marina e Piersilvio hanno scelto questa location, sicuramente avranno avuto le loro ragioni». Inoltre, tra i sostenitori del segretario, c’è chi ritiene che la designazione di Bergamini o Mulè non implicherebbe un commissariamento del partito: «Essere vicini ai Berlusconi non è un problema. Non si può essere penalizzati per questo», hanno sottolineato, evidenziando l’impatto elettorale che il nome Berlusconi continua a esercitare.