Frana di Niscemi: 13 indagati, tra cui quattro ex presidenti della Regione e il ministro Musumeci

15.04.2026 12:35
Frana di Niscemi: 13 indagati, tra cui quattro ex presidenti della Regione e il ministro Musumeci

Caltanissetta, 15 aprile 2026 – Svolta nelle indagini sulla frana di Niscemi: 13 persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Tra loro, anche gli ultimi quatto presidenti della Regione, in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci – attuale ministro alla Protezione civile – e Renato Schifani. “A distanza di quasi 30 anni dalla frana del 1997, nulla è stato fatto rispetto”, ha detto il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, riporta Attuale.

Chi sono i 13 indagati

I quattro presidenti della Regione – Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani – sono indagati nella doppia veste di commissari di Governo per l’attuazione delle ordinanze di Protezione civile per la mitigazione del rischio della frana e come commissari di Governo contro il dissesto idrogeologico. Sono iscritti nel registro anche gli ex capi della Protezione Civile regionale Calogero Foti e Vincenzo Falgares, e l’attuale capo Salvo Cocina, che erano soggetti attuatori delle ordinanze sulla mitigazione del rischio frana, e i soggetti attuatori delle misure contro il dissesto idrogeologico Salvo Lizio, Maurizio Croce, Sergio Tuminello e Giacomo Gargano. Indagata anche Sebastiana Coniglio, responsabile dell’Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere finanziate con 12 milioni mai spesi.

Risultano iscritti nel registro degli indagati anche i capi della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026, tra cui Calogero Foti e l’attuale Salvatore Cocina. Inoltre, i direttori generali della Regione preposti all’ufficio contro il dissesto idrogeologico e il responsabile dell’Ati responsabile per le opere di mitigazione appaltate ai primi anni 2000. L’inchiesta della Procura di Gela “riguarda sostanzialmente le opere che avrebbero dovuto essere realizzate e non sono state eseguite per mitigare il rischio che la frana del 2026 ha visto, invece, realizzarsi”, ha aggiunto Salvatore Vella, che ha aperto un fascicolo per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana.

L’enorme smottamento – che il 25 gennaio scorso ha devastato Niscemi, in provincia di Caltanissetta – trascinò a valle case e mezzi e decine di immobili rimasero sospesi nel vuoto. Gi sfollati furono circa 1.500.

Le tappe della lunga inchiesta

Sono decine le audizioni condotte dalla magistratura, che ha sentito in questi mesi tecnici, funzionari e dirigenti, tutti ascoltati come persone informate sui fatti. Oggi la svolta con i 13 indagati.“Ci siamo dati un programma diviso in tre fasi. La prima riguarderà l’accertamento sulla mancata realizzazione delle opere di mitigazione che avrebbero potuto evitare l’evento del 2026 o ridurlo, poiché i lavori previsti dopo la frana del ’97 non sono stati realizzati. È la fase in cui ci troviamo e che ha generato gli attuali 13 indagati“, ha spiegato il procuratore di Gela, Salvatore Vella.

“Ci sarà una seconda fase che riguarderà gli accertamenti sulle opere di raccolta e di regimentazione delle acque bianche, delle acque nere e reflui nel comune di Niscemi, che hanno una grande importanza nell’innesco della frana, come già individuato nel 1997,” ha proseguito Vella, dopo aver spiegato di avere iscritto 13 indagati, tra cui gli ultimi quattro presidenti della Regione.

“La terza fase riguarderà il mancato sgombero della zona rossa”

“Su questi aspetti lavoreremo in seguito, e successivamente ci sarà una terza fase che riguarderà la zona rossa già individuata nel ‘97, indicata come zona a rischio molto elevato, che avrà come oggetto l’eventuale mancato sgombero e demolizione degli edifici che si trovavano in quella zona, oltre al blocco di nuove costruzioni. Accerteremo se sono state rilasciate nuove autorizzazioni a costruire o se si sono verificate costruzioni abusive. I 13 indagati sono stati iscritti per la mancata realizzazione delle opere di mitigazione”. Dopo la frana di Niscemi, erano stati stanziati 23 miliardi di lire, ha spiegato, ma i lavori appaltati a un’Ati non sono stati realizzati. I fondi, 12 milioni di euro, non sono stati mai spesi.

La ricostruzione della procura dalla frana del ‘97

“In questa prima fase abbiamo individuato tre periodi di tempo”, ha spiegato il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, durante la conferenza stampa in Tribunale. “Il primo periodo va dal 12 ottobre del 1997, cioè la prima frana di Niscemi – ha precisato Vella – fino al 18 maggio 1999, giorno della sottoscrizione del contratto di appalto tra il soggetto attuatore della Regione Siciliana, in quel caso l’ingegnere Salvatore Cocina, con l’Ati che aveva vinto la gara d’appalto, per la realizzazione delle opere di mitigazione individuate dalla condizione tecnico-scientifica.

Opere di mitigazione mai fatte, sul piatto c’erano 12 milioni di euro

“In questo periodo a disposizione per le realizzazioni di queste opere c’erano circa 23 miliardi di vecchie lire che nel frattempo diventeranno circa 12 milioni di euro – ha ricostruito il procuratore Vella. Riguardo a questo periodo riteniamo, ad oggi, di non fare contestazioni a soggetti che sono intervenuti perché in questo periodo si sono succedute tutta una serie di ordinanze, da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri sul rischio dopo la frana del 1997, e vengono effettuate tutta una serie di opere dal soggetto attuatore, il Prefetto Giannola.”

“Quindi vengono realizzate tutta una serie di opere e in buona sostanza la Regione, nella veste del soggetto attuatore ingegnere Cocina, riesce a fare questo bando di gara per aggiudicare la gara per le opere che dovevano essere realizzate.,” ha aggiunto Salvatore Vella.

Un fiume di soldi mai spesi

Dopo la prima grande frana che ha interessato Niscemi, nel 1997, erano stati stanziati 23 miliardi delle vecchie lire, ma i lavori appaltati a un’Ati, un’associazione temporanea di imprese, non sono stati realizzati. I fondi, 12 milioni di euro, non sono stati mai spesi. Lo ha detto il procuratore di Gela, Salvatore Vella, titolare dell

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