Papa Leone XIV: gli imperi della guerra trascurano la vera necessità di pace e guaritore

17.04.2026 01:15
Papa Leone XIV: gli imperi della guerra trascurano la vera necessità di pace e guaritore

Il Papa visita il Camerun in un contesto di guerra civile

Il Papa Leone XIV, in visita nel Nord-Ovest del Camerun, ha messo in evidenza la devastazione causata dai conflitti armati, affermando che «basta un attimo a distruggere, ma spesso non basta una vita a ricostruire». Le sue parole risuonano forti mentre si rivolge ai «signori della guerra», accusandoli di ignorare il costo umano della violenza, mentre i fondi per la pace e l’educazione rimangono scarsi, riporta Attuale.

Durante la sua visita, il Papa ha sottolineato che, nonostante la tregua di tre giorni annunciata dai ribelli indipendentisti, la situazione resta tesa e il suo percorso è stato sorvegliato da militari armati. La sua presenza a Bamenda, una città profondamente segnata dalla guerra, è stata accolta da migliaia di persone, che hanno affollato la cattedrale per ascoltare il messaggio di pace e unità.

Parlando ai fedeli, il Papa ha evidenziato come la guerra civile abbia unito le comunità cristiane e musulmane nella lotta per la pace. «In quanti luoghi della terra vorrei che avvenisse così! Beati gli operatori di pace!», ha dichiarato, richiamando l’attenzione sull’urgenza di costruire una società basata sulla solidarietà.

Il Papa ha viaggiato in un veicolo blindato, dato il contesto di insicurezza che caratterizza la regione. La forza dell’intervento ecclesiastico è stata ribadita dalle parole di rappresentanti religiosi locali, che hanno testimoniato il ruolo fondamentale della Chiesa nella gestione di scuole e ospedali in un contesto di crescenti difficoltà.

Bamenda, situata a 1600 metri d’altezza, è un simbolo della tensione tra la minoranza anglofona e la maggioranza francofona, esplosa in un conflitto dopo la dichiarazione di indipendenza della «Repubblica di Ambazonia» nel 2017. La guerra ha causato migliaia di morti e più di settecentomila sfollati, lasciando segni profondi nel tessuto sociale e educativo della regione. La continua violenza ha portato a una chiusura delle scuole e a un deterioramento delle condizioni di vita.

Il Papa ha parlato delle iniquità globali e del ruolo degli attori esterni nell’aggravare la situazione, evidenziando gli investimenti in armi a scapito delle necessità fondamentali della popolazione. «È un mondo a rovescio», ha detto, sottolineando la necessità di un’inversione di rotta verso la pace e la riconciliazione.

Concludendo il suo intervento, il Papa ha esortato i leader religiosi e la comunità a continuare il loro impegno per la pace e a non arrendersi di fronte alle difficoltà. La celebrazione della messa accanto alla pista dell’aeroporto ha rappresentato un simbolo di speranza e sicurezza in un contesto di grande vulnerabilità.

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