La destra polacca si distacca da Orbán dopo la sconfitta alle elezioni ungheresi

17.04.2026 11:25
La destra polacca si distacca da Orbán dopo la sconfitta alle elezioni ungheresi

La sconfitta di Orbán in Ungheria e le sue ripercussioni sul partito polacco PiS

La sconfitta di Viktor Orbán alle elezioni in Ungheria sta avendo conseguenze significative per il partito di destra polacco Diritto e Giustizia (PiS). Governando in Polonia dal 2015 al 2023, il PiS ha adottato Orbán come modello, trasformando il paese in un regime sempre più autoritario. Con le elezioni parlamentari polacche in arrivo nel prossimo anno, il PiS si sta ora distanziando cautamente dal suo storico alleato Fidesz, il partito di Orbán, riporta Attuale.

Durante i sedici anni di governo di Orbán, egli è diventato un punto di riferimento per le forze di destra europee, in particolare per quelle polacche. Nel 2011, Jarosław Kaczyński, leader del PiS, espresse il desiderio di “ricreare Budapest a Varsavia”, imitando il modello ungherese.

Il governo del PiS ha lavorato per implementare un’agenda simile a quella di Fidesz, caratterizzata da una visione conservatrice della società e da ostilità nei confronti dell’Unione Europea. Entrambi i partiti hanno adottato posizioni restrittive sulla migrazione e hanno progressivamente preso il controllo dei media pubblici e della magistratura, minando lo stato di diritto.

A gennaio, il governo ungherese ha concesso asilo politico all’ex ministro polacco della Giustizia Zbigniew Ziobro e al suo collaboratore Marcin Romanowski, accusati in Polonia di corruzione e gestione impropria di fondi pubblici. Durante la recente campagna elettorale ungherese, esponenti del PiS hanno sostenuto Orbán, nonostante le differenze nelle loro posizioni riguardo all’aggressività della Russia e l’invasione dell’Ucraina. Mentre il PiS percepisce la Russia come una minaccia diretta, Orbán si è storicamente posizionato come il più filorusso tra i leader europei.

La sconfitta di Orbán priva il PiS di un importante alleato e avvantaggia l’attuale primo ministro liberale polacco, Donald Tusk. Quest’ultimo ha elogiato la vittoria dell’opposizione ungherese e ha espresso la sua gioia per il risultato, sottolineando che il nuovo leader ungherese, Péter Magyar, ha già annunciato un viaggio a Varsavia come prima visita all’estero.

Nonostante la mancanza di commenti ufficiali da parte del PiS sui risultati delle elezioni ungheresi, nel partito si percepisce una crescente distanza da Orbán, soprattutto per quanto riguarda le posizioni sulla Russia. Pawel Jablonski, deputato del PiS, ha dichiarato che “la destra polacca deve imparare dalla schiacciante sconfitta di Orbán”, evidenziando la stanchezza collettiva dopo sedici anni di governo unilaterale.

Del resto, la vicinanza del PiS a Donald Trump potrebbe rivelarsi controproducente, come suggerito dal caso ungherese. Orbán, infatti, ha strettamente collaborato con il trumpismo, e il recente supporto di J.D. Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, non ha necessariamente giovato alla sua campagna elettorale.

A marzo, Kaczyński ha designato l’ex ministro dell’Istruzione Przemyśław Czarnek come candidato alla carica di primo ministro. Czarnek, un politico radicale, intende adottare una retorica ispirata a Trump, ma ci sono segnali di crescente scetticismo all’interno del PiS riguardo a questa strategia.

Infine, un’importante conseguenza della sconfitta di Orbán per la politica polacca potrebbe essere l’estradizione di Ziobro e Romanowski, ora rifugiati a Budapest. Il nuovo primo ministro ungherese ha affermato che l’Ungheria “non sarà mai un rifugio per criminali internazionali”, gettando nuove ombre sulla posizione del PiS.

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