La papamobile trasformata in clinica mobile per Gaza è ancora ferma a Betlemme

21.04.2026 16:35
La papamobile trasformata in clinica mobile per Gaza è ancora ferma a Betlemme

Un anno dopo la morte di Papa Francesco: la papamobile bloccata in Palestina

A un anno esatto dalla morte di Papa Francesco, uno dei suoi ultimi desideri non è stato ancora realizzato: destinare alla cura dei bambini della Striscia di Gaza una delle sue “papamobili”, le vetture utilizzate dai papi per salutare i fedeli in occasioni ufficiali, riporta Attuale.

La papamobile, trasformata in clinica mobile, è pronta dallo scorso novembre, ma si trova ancora in una teca di vetro a Betlemme, a causa delle restrizioni imposte dalle autorità israeliane riguardo al suo trasferimento nella Striscia. Attualmente, Israele continua a limitare l’ingresso di aiuti umanitari e beni di prima necessità in questo territorio.

Questa papamobile, una Mitsubishi, era stata donata a Papa Francesco da Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, durante una visita nel 2014. Da allora, l’auto è esposta a Betlemme.

Nei mesi passati, Caritas Gerusalemme, la sezione locale dell’organizzazione umanitaria cattolica, ha attrezzato il veicolo con strumenti per la diagnosi e il trattamento delle malattie e delle ferite, oltre che per la somministrazione dei vaccini. All’interno, sono stati installati vari dispositivi medici, compreso un frigorifero per la conservazione dei medicinali.

Un portavoce di Caritas Gerusalemme ha dichiarato a BBC News che l’organizzazione sta dialogando con le autorità israeliane per ottenere il permesso necessario al trasferimento della papamobile, attraverso la mediazione della Chiesa.

L’agenzia del ministero della Difesa israeliano responsabile del coordinamento degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza (Cogat) ha affermato di aver autorizzato a febbraio l’invio di due cliniche mobili richieste dal patriarcato di Gerusalemme, la diocesi locale della Chiesa cattolica. Tuttavia, non risulta che siano state presentate altre richieste per veicoli aggiuntivi.

Papa Francesco nutriva un forte affetto per la comunità cristiana in Palestina e, da quando è iniziata l’occupazione israeliana della Striscia di Gaza, ha mantenuto contatti quasi quotidiani con Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia, l’unica comunità cattolica presente nella zona.

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