Le opere di dissidenti russi in mostra a Strasburgo: la resistenza artistica di Pavel Krisevich e Oleg Navalny

23.04.2026 00:55
Le opere di dissidenti russi in mostra a Strasburgo: la resistenza artistica di Pavel Krisevich e Oleg Navalny

La resistenza in prigione esposta a Strasburgo durante la Biennale di Venezia

A due settimane dal controverso ritorno della Russia “ufficiale” alla Biennale di Venezia, Strasburgo ospita una mostra dedicata a un’altra Russia. In esposizione ci sono le immagini dipinte con inchiostro e sangue sulle lenzuola del letto di cella realizzate da Pavel Krisevich, incarcerato dopo una performance del 2021 sulla Piazza Rossa di Mosca, dove mise in scena un finto suicidio per denunciare la condizione dei prigionieri politici, riporta Attuale.

La mostra include anche i lavori di Oleg Navalny, che ha trascorso quasi quattro anni in una colonia penale per un caso considerato come una ritorsione politica contro suo fratello Navalny, morto in carcere. La durezza della detenzione ha evocato le atmosfere di “Memorie da una casa di morti” di Dostoevskij, che racconta l’esperienza del confino siberiano nell’epoca zarista.

Nonostante la reclusione, Oleg Navalny ha continuato a documentare la vita carceraria attraverso disegni. Queste opere, insieme a quelle di altri dissidenti russi e prigionieri di guerra ucraini, sono esposte a Strasburgo. La mostra “Resistenza in prigione”, curata da Nadya Tolokonnikova della Pussy Riot, è stata inaugurata alla Ritsch-Fisch Galerie, alla presenza di noti dissidenti come Vladimir Kara-Murza e Oleg Orlov.

Tolokonnikova ha denunciato che gli artisti che rappresentano la Russia alla Biennale sono legati agli sforzi di propaganda del governo. “Il boicottaggio non basta”, ha affermato. “Il nostro piano è che artisti imprigionati (attuali ed ex) rappresentino la Russia alla Biennale di Venezia del 2028.” La sua visione è influenzata dalla sua esperienza in una colonia penale dopo una protesta anti-Putin nel 2012.

La curatrice ha promosso una dichiarazione di condanna della Fondazione La Biennale di Venezia, firmata da 71 membri di 29 Paesi, che respinge la retorica della “libertà artistica” e chiede che la Biennale dia voce alle centinaia di artisti, registi e scrittori russi attualmente incarcerati. Recentemente, il presidente della Commissione Cultura Mogens Jensen ha scritto alla direzione della Fondazione, chiedendo di riconsiderare la decisione di ammettere la Russia, citando la distruzione di 1.685 siti del patrimonio culturale in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa e avvertendo che questo ritorno “rischia di creare una falsa impressione di normalità”.

La decisione della Biennale di consentire il ritorno della Russia è stata vista a Bruxelles come una possibile violazione delle sanzioni dell’Ue. Il 10 aprile, l’Agenzia esecutiva per l’istruzione e la cultura della Commissione Europea ha inviato una lettera al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, chiedendo misure correttive entro l’11 maggio, pena la perdita di un finanziamento di 2 milioni di euro per la 62a Biennale nel 2028.

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