Garlasco (Pavia), 24 aprile 2026 – Un filo doppio collega la Procura di Pavia e la Procura Generale di Milano nella riapertura dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto 2007. Attualmente non è chiaro se i due procedimenti siano paralleli o si incrocino. Gli “audio misteriosi”, oggetto di discussione nei media da settimane, sono stati formalmente presentati alla Procura Generale di Milano, secondo quanto comunicato dallo Studio legale Gasperini Fabrizi di Roma. Oggi è previsto un incontro nell’ufficio della procuratrice generale Francesca Nanni, richiesto dal procuratore di Pavia Fabio Napoleone. Si ipotizza un confronto in vista della chiusura dell’inchiesta, che potrebbe avvenire a breve, nonostante i termini di 18 mesi per le indagini preliminari scadano solo all’inizio di luglio (salvo proroghe), riporta Attuale.
Il giallo sugli audio
Se l’atteso epilogo delle attività investigative su Andrea Sempio dovesse condurre la Procura di Pavia a chiedere il rinvio a giudizio, sorgerebbe la questione della sentenza definitiva già emessa contro Alberto Stasi per lo stesso omicidio. Il reato contestato a Sempio è ipotizzato in concorso. Nel caso in cui le indagini determinassero l’esclusione di Stasi dal concorso con Sempio, la Procura di Pavia avrebbe l’obbligo di trasmettere gli atti alla Procura Generale di Milano, l’unica autorità giudiziaria capace di avanzare un’eventuale richiesta di revisione della sentenza del Tribunale di Brescia.
Sulle indagini in corso grava l’ombra di un’“influenza indebita”, emersa da alcune registrazioni audio di cui la criminologa Roberta Bruzzone ha parlato in tv nelle ultime settimane. Il tema “giallo degli audio misteriosi” è stato affrontato in parte nella trasmissione Quarto Grado (Rete4) del 13 marzo, durante la quale Roberta Bruzzone ha dichiarato di essere una “persona informata sui fatti”, specificando che si tratta di “un’indagine difensiva che la coinvolge”. In questi audio discuterebbero “tre persone”, in “più conversazioni” di “diverse ore” e “in giornate ravvicinate”.
“File nelle mani di un avvocato”
L’ipotesi della criminologa è che negli audio possa configurarsi il reato di calunnia. In un’intervista a “Quarto Grado” il 10 aprile, Roberta Bruzzone ha affermato che i file “sono nelle mani di un avvocato che sa come gestirli”. Ieri è stata confermata la notizia del deposito formale degli audio da parte dello studio legale romano, senza rivelare dettagli sul contenuto. Anche Roberta Bruzzone, contattata telefonicamente, ha scelto di ripetere: “non ho ulteriori indicazioni oltre a quanto indicato nel comunicato stampa dello studio legale”.
Parole farneticanti
Nella puntata di martedì a FarWest (Rai3), ha descritto l’informazione come “una pista farneticante”, ma ha aggiunto che negli audio ci sarebbe una ricostruzione presentata come certa, secondo la quale il delitto sarebbe stato compiuto da tre soggetti: Stefania Cappa (cugina di Chiara Poggi), Michele Bertani (amico di Sempio, deceduto per suicidio) e Andrea Sempio. Bruzzone ha sostenuto che queste informazioni sono “farneticanti”, smentite da tutto ciò che è emerso dall’inchiesta, affermando che “la persona che ha commesso il delitto è già in carcere” (Alberto Stasi) e che “negli audio si alimenta una pista in modo estremamente determinato”.