Russia accusa aziende europee di collaborare con l’industria bellica ucraina
Il ministero della Difesa russo ha reso pubblica una lista di aziende europee accusate di contribuire all’industria bellica ucraina. Quattro di queste aziende sono italiane, due polacche. L’ex presidente Dmitry Medvedev ha descritto queste imprese come “legittimi bersagli”, riporta Attuale.
Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski, attualmente in visita a Roma, ha risposto alle dichiarazioni di Medvedev riguardo alle minacce nucleari, affermando che, sebbene tali minacce siano all’ordine del giorno, bisogna sempre prenderle sul serio. Sikorski ha informato che la Russia ha inviato 21 droni nello spazio aereo polacco ed è stata coinvolta in un incendio in uno dei più grandi centri commerciali in Polonia.
In Ucraina, la situazione sul fronte si è stabilizzata, con una diminuzione delle truppe russe. “È evidente che i russi hanno esaurito la loro spinta”, ha dichiarato Sikorski, evidenziando che gli ucraini sono riusciti a bilanciare il minore numero di soldati con la produzione massiccia di droni, impedendo ai russi di avanzare e colpendo la loro economia.
Riguardo alla situazione politica di Putin, Sikorski ha commentato che i dittatori spesso si rendono conto della loro situazione critica troppo tardi e che il presidente russo è intrappolato nelle sue ambizioni imperiali. “Dopo vent’anni di potere autocratico, nessuno gli dice la verità”, ha aggiunto.
Sikorski ha anche notato un aumento del nervosismo tra le élite russe. “Il sistema è più autocratico rispetto all’Unione Sovietica di fine anni ’80”, ha affermato, sottolineando che oggi ci sono più prigionieri politici che ai tempi di Leonid Brezhnev, rendendo estremamente difficile esprimere dissenso.
Riguardo al contributo europeo nella guerra, il ministro ha confermato che la NATO non ha mai intrapreso una guerra al di fuori dell’area del trattato e ha rimarcato l’importanza della riconoscibilità delle linee rosse da parte dell’Ucraina. “Gli ucraini vogliono una pace duratura, non una tregua temporanea”, ha concluso.