Amal Khalil, la giornalista libanese uccisa nei bombardamenti israeliani: un attacco contro la stampa

24.04.2026 12:55
Amal Khalil, la giornalista libanese uccisa nei bombardamenti israeliani: un attacco contro la stampa

Israele colpisce giornalisti in Libano: uccisa Amal Khalil

Il 22 aprile 2026, la giornalista Amal Khalil è stata uccisa in un attacco aereo israeliano mentre viaggiava con altri giornalisti nel sud del Libano, riporta Attuale. Khalil, che lavorava per il quotidiano al-Akhbar dal 2006, è stata vittima di un raid nella sua regione d’origine, situata vicino alla “Linea Gialla”. La reporter aveva recentemente ricevuto minacce telefoniche da numeri israeliani, esortandola a lasciare l’area e interrompere il suo lavoro, secondo quanto riferito ai media locali.

L’attacco è avvenuto poco dopo le 14:30, quando un primo bombardamento ha colpito il veicolo su cui viaggiavano Khalil e la fotografa freelance Zeinab Faraj. L’attacco ha causato anche la morte di Mukhtar Nabil Bazzi e Mohammad Hourani, entrambi di Bint Jbeil. Dopo il primo colpo, le giornaliste sono riuscite a scappare e a cercare rifugio in un edificio vicino, dove si trovavano ancora quando un secondo raid ha colpito la zona.

Verso le 14:52, Khalil era ancora viva e ha risposto a una telefonata dicendo di stare bene. Tuttavia, le richieste di soccorso sono state bloccate dalla necessità di un’autorizzazione, prevista dal meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco tra Libano e Israele. Testimoni hanno riferito che le ambulanze non sono riuscite a raggiungere l’area per ore, e il corpo di Khalil è stato recuperato solo prima di mezzanotte, diverse ore dopo il primo attacco.

La morte della giornalista ha suscitato forti reazioni in Libano. Il presidente Joseph Aoun ha descritto l’attacco come “deliberato e sistematico” contro i giornalisti, mentre il primo ministro Nawaf Salam ha condannato le violazioni del diritto internazionale. Anche organizzazioni per la tutela della stampa hanno espresso la loro indignazione. Reporter senza frontiere ha chiesto chiarimenti sulle difficoltà di accesso delle squadre di soccorso e il Comitato per la protezione dei giornalisti ha definito l’episodio una grave violazione del diritto umanitario internazionale.

Israele ha respinto le accuse, affermando che i bombardamenti erano diretti contro veicoli sospetti che si allontanavano da basi di Hezbollah. La morte di Khalil riaccende il dibattito sulla sicurezza dei giornalisti nella copertura dei conflitti, con la reporter che rappresenta la nona vittima tra i giornalisti uccisi in Libano nel 2026, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti.

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