Primo festival “Reclaim” a Bologna, Firenze, Cape Town e Cali per attivismo e cambiamento sociale

26.04.2026 16:55
Primo festival “Reclaim” a Bologna, Firenze, Cape Town e Cali per attivismo e cambiamento sociale

Festival “Reclaim”: Un Evento Globale Contro le Ingiustizie Sociali

BOLOGNA – Il festival “Reclaim”, organizzato da COSPE, si svolgerà il 22 e 23 maggio in diverse città tra cui Bologna, Firenze, Cape Town e Cali. L’iniziativa mira a riscoprire attivismi, movimenti di liberazione e realtà marginalizzate. Tra i relatori spicca Wesam Hamada, madre di Hind Rajab, una bambina uccisa a Gaza che è diventata simbolo della sofferenza palestinese, confermando l’urgenza di un dibattito critico sulle ingiustizie nel mondo contemporaneo, riporta Attuale.

Il festival, secondo la presidente di COSPE Anna Meli, nasce in un contesto di crescente incertezza, dove i diritti fondamentali sono frequentemente violati. “Le identità e i corpi non conformi sono minacciati da leggi oppressive, mentre gli spazi di dissenso si restringono”, ha affermato Meli. “Questo evento vuole essere un catalizzatore di speranza, portando alla luce pratiche di giustizia e cura, promosse dalle nuove generazioni”.

La manifestazione avrà inizio il 22 maggio alle 16:30, con la partecipazione dei sindaci di Bologna e Firenze e il coinvolgimento di figure di spicco nel panorama attivista internazionale. Più di 50 ospiti parteciperanno a 17 incontri, offrendo prospettive alternative e testimonianze sul cambiamento sociale.

Una delle sezioni, “Reclaim Power”, si concentrerà sulle modalità di esercizio del potere e sulla resistenza alle ingiustizie, mentre “Reclaim Future” esplorerà il ruolo delle giovani generazioni nella progettazione di soluzioni sostenibili. La giornalista Cecilia Sala parteciperà a un dibattito riguardante la mobilitazione giovanile.

Altri eventi significativi includeranno una discussione sul cambiamento climatico, dove attiviste come Alice Pomiato, Chloe Bertini e Silvia Moroni affronteranno la lotta per la giustizia sociale in un contesto ambientale. Inoltre, si prevede un’intervista pubblica con il cooperante Alberto Trentini, che ha trascorso 423 giorni ingiustamente in carcere in Venezuela.

Le chiusure includeranno performance artistiche e testimonianze dirette da Gaza, unendo l’arte alla lotta per i diritti umani e la solidarietà. L’evento è gratuito e aperto al pubblico, fino ad esaurimento posti. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito della manifestazione.

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